Una normale passeggiata del sabato mattina, il sole di fine marzo, il verde di un parco cittadino. E poi, in un istante, il vuoto. È questa la sequenza agghiacciante che ha vissuto una donna di 40 anni nella mattinata di oggi, 28 marzo 2026, all’interno del Parco della Pace, in via di Monte Stallonara, nella periferia sud di Roma. La signora stava camminando insieme al marito quando il terreno sotto i suoi piedi ha ceduto di schianto, inghiottendola in un pozzo non segnalato, nel quale è precipitata per circa 15 metri di profondità.
Un buco nel nulla, invisibile agli occhi e assente da qualsiasi cartello di avvertimento. La donna, durante la rovinosa caduta, ha avuto la prontezza — o forse solo la fortuna — di agganciarsi a una trave situata all’interno del pozzo, un appiglio provvidenziale che le ha salvato la vita impedendole di sprofondare ulteriormente. Il marito, sotto choc, ha immediatamente lanciato l’allarme.

Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i Vigili del Fuoco, con la squadra 11/A e il prezioso supporto del Nucleo Speleo Alpino Fluviale (SAF), specializzato proprio in operazioni di soccorso in ambienti impervi e confinati. Le operazioni di recupero non sono state semplici: estrarre una persona cosciente ma ferita da un pozzo di quella profondità richiede tecnica, lucidità e attrezzatura specifica. I soccorritori hanno lavorato con metodica precisione, fino a riportare la donna in superficie. Un risultato che, viste le premesse, ha il sapore di un piccolo miracolo.
La 40enne è stata quindi affidata al personale del 118 e trasportata d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Camillo, dove è giunta in codice rosso per dinamica: ferita, ma viva e cosciente. Una circostanza che, nelle ore successive, ha lasciato spazio — accanto al sollievo — a domande sempre più pressanti sulla sicurezza dell’area.
Le prime voci critiche non hanno tardato ad arrivare. Monica Polidori, del Comitato di Quartiere Monte Stallonara, ha sottolineato come il parco fosse stato riaperto al pubblico solo il giorno precedente all’incidente, dopo quasi sei mesi di chiusura, in occasione di un evento. Una coincidenza che pesa, e che alimenta il dibattito sulla reale messa in sicurezza degli spazi verdi cittadini prima di ogni riapertura.
Anche le istituzioni hanno preso la parola. Daniela Gentili, assessora all’Ambiente del Municipio XI, ha espresso sollievo per l’esito positivo dei soccorsi e ha tenuto a precisare che l’area non è di competenza municipale, bensì rientra tra le responsabilità del Consiglio regionale del Lazio, in qualità di soggetto titolare e gestore del bene. L’assessora ha auspicato una verifica immediata dello stato dei luoghi e l’adozione di tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza pubblica dell’area, affinché quanto accaduto oggi non possa mai più ripetersi.
La vicenda riapre, con forza rinnovata, il dibattito sulla manutenzione e la vigilanza dei parchi pubblici romani: spazi che milioni di cittadini frequentano ogni giorno nella convinzione, tutt’altro che scontata, che siano luoghi sicuri. Un pozzo senza copertura né segnaletica, nel mezzo di un’area verde aperta al pubblico, è un’anomalia che chiama in causa precisi obblighi di tutela. Stavolta è andata bene. La prossima volta, forse, non si potrà dire lo stesso.




