Questa mattina – 8 aprile 2026 – una delegazione composta da rappresentanti della Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Lazio, dell’amministrazione comunale e dell’Ufficio Tecnico del Comune si è recata in sopralluogo nell’area interessata dai lavori di realizzazione dei parcheggi lungo la Circonvallazione sud, dove nei giorni scorsi era emerso del materiale che aveva indotto l’archeologo di cantiere ad avvisare la Sovrintendenza.
Il professionista incaricato della vigilanza archeologica sull’area aveva ritenuto opportuno segnalare il ritrovamento e richiedere l’intervento della Sovrintendenza, come previsto dalle procedure in vigore per i cantieri che insistono su territori potenzialmente sensibili dal punto di vista storico. Una scelta corretta e doverosa.
All’esito del sopralluogo, tuttavia, il quadro si è rivelato ben diverso. I funzionari della Sovrintendenza hanno esaminato il materiale e concluso che si tratta, con ogni probabilità, di una porzione di muro risalente a due o tre secoli fa, priva di qualsivoglia rilevanza archeologica: solo qualche resto edilizio di interesse nullo, come tecnicamente classificato dagli esperti.
A spiegare cosa è accaduto è stato – attraverso una nota – il consigliere comunale Donatello Cardinali, titolare della delega ai Lavori Pubblici, che non ha usato mezzi termini. «Purtroppo mi trovo a dover smentire le notizie diffuse nella giornata di ieri, che parlavano di un rinvenimento di eccezionale valore archeologico», ha dichiarato in una nota ufficiale. «Si tratta di resti di un muro di irrilevante importanza, come sottolineato anche dai funzionari della Sovrintendenza. I lavori dunque proseguono regolarmente con la presenza – prevista per Legge – del funzionario archeologo di sorveglianza».
Il cantiere della Circonvallazione sud, atteso da tempo dai cittadini per rispondere alla cronica carenza di posti auto in quella zona della città, può quindi andare avanti senza intoppi. Un epilogo che, se da un lato chiude ogni interrogativo sul fronte storico, dall’altro restituisce slancio a un’opera pubblica di concreta utilità per Anagni e i suoi residenti.




