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    Truffe ai turisti, spaccio di droga, evasione e sfruttamento della prostituzione: forze dell’ordine in campo su più fronti a Roma e provincia

    un'ondata di operazioni coordinate tra Carabinieri, Polizia Locale e Guardia di Finanza: decine di arresti, sequestri e denunce dall'Altare della Patria alle periferie, dai Castelli Romani alla costa di Ostia
    11 Aprile 20269 Mins Read
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    È una settimana di fuoco per la sicurezza pubblica nel territorio romano. Carabinieri, Polizia Locale di Roma Capitale e Guardia di Finanza hanno condotto una serie di operazioni parallele che disegnano una mappa dell’illegalità diffusa nella Capitale e nei comuni limitrofi: dal centro storico alle periferie orientali, dai Castelli Romani alla costa di Ostia. Il bilancio complessivo è pesante: numerosi arresti, decine di denunce, sequestri di droga e armi, e operazioni che toccano fenomeni criminali molto diversi tra loro eppure tutti radicati nel tessuto urbano.


    Il “gioco delle tre campanelle” continua a fare vittime tra i turisti che affollano il cuore di Roma, ma questa volta a pagare il conto sono stati i truffatori. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro hanno smantellato, nel Rione Colonna, un gruppo di otto persone – cinque uomini di nazionalità macedone e tre donne di nazionalità romena e moldava, di età compresa tra i 26 e i 56 anni, tutti senza fissa dimora e con precedenti specifici – sorprese in flagrante mentre mettevano in scena la collaudata truffa in via delle Muratte, a pochi passi dalla Fontana di Trevi.

    Il meccanismo è rodato quanto subdolo: alcuni fungevano da “croupier”, altri simulavano di vincere per attirare ignari passanti, mentre il resto del gruppo faceva da sentinella. A cadere nella trappola è stata una turista croata di 33 anni, convinta a puntare e consegnare cento euro. L’intervento dei militari, in borghese e già appostati, ha permesso di bloccare l’intero sodalizio prima che si disperdesse tra la folla. Ai denunciati per truffa in concorso sono stati sequestrati il materiale di gioco e la somma complessiva di 420 euro ritenuta provento illecito. I cento euro sottratti alla vittima croata le sono stati immediatamente restituiti.

    Sul medesimo fronte è scesa in campo anche la Polizia Locale di Roma Capitale, con le pattuglie dell’Unità SPE – Sicurezza Pubblica ed Emergenziale, che nelle stesse ore ha individuato e denunciato altri quattro soggetti – già noti alle forze dell’ordine – intenti a replicare lo stesso schema nelle aree ad alta affluenza turistica, tra cui il cosiddetto “Tridente”, via dei Fori Imperiali, il Colosseo e Ponte Sant’Angelo. In questo caso sono stati sequestrati gli strumenti del raggiro e oltre 500 euro di proventi illeciti.


    Nel frattempo, sul versante del commercio abusivo, la Polizia Locale ha intensificato i controlli in diverse zone della città, comprese aree periferiche come Tor Bella Monaca, dove è stato eseguito un rilevante sequestro di merce contraffatta: capi di abbigliamento, calzature e accessori per un totale di circa mille articoli. Un segnale concreto dell’impegno a presidio della legalità anche nelle zone più lontane dal centro storico.


    Decisamente più allarmante il quadro emerso ad Albano Laziale, dove i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo – con il supporto aereo del Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare e del Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria – hanno eseguito una serie di perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Velletri, arrestando in totale tre persone: un giovane di 22 anni e due donne, madre e figlia di 42 e 20 anni, tutti originari del posto.

    Le due donne sono state trovate in possesso di 251 involucri termosaldati contenenti complessivamente 129 grammi di cocaina, un involucro con 3 grammi di marijuana, materiale per il confezionamento e la pesatura, e denaro riconducibile all’attività di spaccio. Il loro arresto è stato convalidato dal Tribunale di Velletri. Nell’abitazione del 22enne, invece, i militari hanno rinvenuto 233 grammi di cocaina, 3 grammi di hashish, un bilancino di precisione e – elemento che ha fatto alzare il livello di allerta – una pistola semiautomatica Smith & Wesson con matricola abrasa, completa di otto proiettili. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Velletri.

    Non è tutto. Nel corso della stessa operazione i Carabinieri hanno denunciato un 54enne del luogo, sorpreso a utilizzare un distintivo contraffatto della Polizia di Stato, sul quale aveva inciso artificiosamente un numero di matricola. All’uomo sono stati cautelativamente ritirati anche una pistola e venti proiettili regolarmente denunciati. L’operazione ha visto il coinvolgimento di oltre trenta militari e si inserisce nella più ampia campagna di contrasto al mercato nero delle armi e al traffico di stupefacenti nell’area dei Castelli Romani, territorio in cui, sottolineano i Carabinieri, il fenomeno coinvolge in misura crescente le fasce più giovani della popolazione.


    Passando alle periferie orientali della Capitale, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno condotto un servizio coordinato di controllo del territorio tra il quartiere di Tor Bella Monaca e il comune di Monte Compatri, con particolare attenzione alle zone limitrofe alla linea Metro C. L’operazione – sviluppata seguendo le linee strategiche indicate dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, nell’ambito del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica – ha portato all’identificazione di 110 persone e al controllo di 57 veicoli.

    Un romano di 44 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Stazione di Roma Tor Bella Monaca dopo essere stato sorpreso in via dell’Archeologia con 13 involucri di cocaina e 100 euro in contanti. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. Nel medesimo contesto, tre giovani sono stati segnalati alla Prefettura per possesso di modiche quantità di cocaina per uso personale, rinvenute lungo la tratta della metropolitana.


    La provincia di Roma resta teatro di una pressione costante sul fronte degli stupefacenti. A Cave, nella serata del primo aprile, i Carabinieri della locale Stazione hanno fermato una Fiat Panda in transito nei pressi della località Bivio Cruci: a bordo due uomini già noti per precedenti legati allo spaccio. Le perquisizioni estese alle abitazioni hanno condotto al rinvenimento, nell’appartamento di un 23enne residente a Palestrina, di circa 79 grammi tra cocaina e crack e di 120 grammi di hashish del tipo “giallo”, una varietà particolarmente ricercata per l’elevato contenuto di THC. Sequestrati anche 700 euro in contanti. Il Tribunale di Tivoli, all’esito del rito direttissimo del 2 aprile, ha disposto gli arresti domiciliari.

    A Pomezia si registrano due distinti interventi. Il primo riguarda un 49enne italiano arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Pomezia al termine di un servizio di osservazione e pedinamento in via Afrodite: l’uomo era impegnato in una vera e propria distribuzione “porta a porta” di cocaina e hashish. Oltre alla droga e a un bilancino di precisione, i militari hanno trovato un’agenda con l’elenco dettagliato delle cessioni effettuate e 165 euro ritenuti provento dell’attività illecita. Tradotto al carcere di Velletri. Il secondo caso coinvolge un 19enne albanese fermato dai Carabinieri della Stazione di Torvaianica durante un controllo di routine: nascosti sotto la scocca del tachimetro della sua autovettura, i militari hanno trovato 90 dosi di cocaina e 130 euro in contanti. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari.

    Ad Ardea, infine, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Anzio hanno colto in flagrante un 25enne albanese, senza fissa dimora e con precedenti, mentre cedeva una dose di cocaina in una via centrale del comune a un 58enne romano arrivato a piedi sul posto. La perquisizione successiva ha consentito di recuperare ulteriori dosi di cocaina e hashish e un bilancino. L’acquirente è stato sanzionato amministrativamente per uso personale. L’arrestato, dopo il rito direttissimo, non tornerà in Italia: l’Autorità Giudiziaria ha disposto la sua espulsione dal territorio nazionale, ed è stato accompagnato dai Carabinieri al CPR di Brindisi.

    Sempre ad Ardea, un episodio di evasione dagli arresti domiciliari ha impegnato i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Anzio. Un 54enne residente in città, già sottoposto alla misura cautelare con braccialetto elettronico per reati di maltrattamenti in famiglia, alla vista dei militari ha accelerato bruscamente cercando di sottrarsi al controllo. Ne è scaturito un breve inseguimento protrattosi per circa un chilometro, al termine del quale l’uomo ha desistito accostando il veicolo a bordo carreggiata. È stato arrestato per evasione e resistenza a pubblico ufficiale e ricondotto al domicilio in attesa del rito direttissimo.


    Chiude questo intenso quadro operativo un’indagine di ampio respiro condotta dalla Polizia Locale di Roma Capitale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e conclusa con tre misure cautelari in carcere. Gli agenti del GSSU – Gruppo Sicurezza Sociale Urbana hanno dato esecuzione all’ordinanza del GIP del Tribunale di Roma, emessa su richiesta del Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave, nei confronti di tre persone ritenute coinvolte in una rete di case di appuntamento utilizzate per lo sfruttamento della prostituzione.

    Le indagini, avviate nel 2024 a partire da alcuni centri massaggi “a luci rosse” della Capitale, avevano progressivamente ricostruito un sistema criminale attivo su scala nazionale, dedito al reclutamento di donne di nazionalità cinese avviate alla prostituzione. Nei primi mesi del 2025, al termine delle attività investigative, erano stati sequestrati migliaia di euro e decine di dispositivi telefonici e informatici. Ora, a oltre un anno dall’operazione, sono stati rintracciati e arrestati i tre indagati: una donna cinese di 50 anni e il marito italiano di 47 anni, fermati a Roma e tradotti rispettivamente alle case circondariali di Rebibbia e Regina Coeli; e un cittadino cinese di 56 anni, già sottoposto all’obbligo di dimora a Latina, arrestato con il supporto della II Sezione della Squadra Mobile della Questura di Latina e condotto nel carcere del capoluogo pontino.


    Un capitolo a sé merita la situazione del litorale romano. A Ostia, il coordinamento diretto dall’VIII Dipartimento della Procura della Repubblica di Roma ha prodotto una nuova operazione di verifica presso lo stabilimento balneare “Il Capanno”, già interessato nel luglio scorso dal sequestro di alcune strutture. Il controllo congiunto tra la Sezione di Polizia Giudiziaria specializzata in reati urbanistici, la Polizia Locale del X Gruppo “Mare” e il 6° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza ha accertato la violazione dei sigilli: l’immobile sequestrato era stato restituito temporaneamente all’esercente esclusivamente per procedere alla rimozione dell’opera illecita, ma era risultato in uso nonostante il provvedimento.

    L’operazione rientra nel più ampio monitoraggio delle 67 concessioni demaniali marittime del litorale romano, avviato a seguito delle recenti sentenze del Tribunale di Roma che hanno rivelato episodi di corruzione nella gestione del demanio marittimo. L’Amministrazione Comunale ha istituito un apposito ufficio per censire e incrociare i titoli edilizi e demaniali, i cui risultati sono ora al vaglio della Procura. Il nuovo sequestro dovrà essere sottoposto a convalida dall’Autorità Giudiziaria.

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