Dietro la vetrina di un comune negozio di Olevano Romano, nel cuore dei Castelli Romani, si nascondeva un assortimento di prodotti capace di mettere a rischio la salute di chi li acquistava, con un pericolo particolarmente serio per i più piccoli. A scoprirlo sono stati i militari della Guardia di Finanza, al termine di un’operazione che ha portato al sequestro di oltre 13.300 articoli in palese violazione delle norme previste dal Codice del Consumo.
L’intervento è stato condotto dai finanzieri della Compagnia di Colleferro, nell’ambito del piano di potenziamento dei servizi di controllo economico del territorio disposto dal Comando Provinciale di Roma. Il monitoraggio sistematico delle filiere distributive ha portato le Fiamme Gialle a puntare i riflettori sull’esercizio commerciale, gestito da un cittadino di nazionalità cinese, dove la merce in vendita non rispettava i requisiti minimi imposti dalla legge in materia di sicurezza, tracciabilità e composizione merceologica.
A destare particolare allarme è stata una categoria specifica di articoli: numerosi gadget food-imitation, ovvero oggetti che per colori, dimensioni e fattezze riproducono fedelmente prodotti alimentari. Una caratteristica tutt’altro che innocua, poiché questi articoli — pensati o venduti come giocattoli o oggetti decorativi — possono essere facilmente scambiati per cibo da un bambino, con il concreto rischio di soffocamento che ne deriva. Il tipo di prodotto che, in pochi secondi, può trasformare una distrazione in una tragedia.
Non è tutto. Ulteriori lotti di merce controllata sono risultati privi delle necessarie certificazioni sui materiali utilizzati nella produzione. Un’assenza che non è solo una questione burocratica: senza queste garanzie, l’acquirente finale è esposto a potenziali reazioni allergiche o a forme di tossicità da contatto, originate da sostanze chimiche non censite e non regolamentate. Prodotti venduti a pochi euro che, nel peggiore dei casi, possono costare molto di più in termini di salute.
L’intera partita di merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca e alla successiva distruzione. Il titolare dell’attività commerciale è stato nel frattempo segnalato alla Camera di Commercio di Roma per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla normativa vigente. Un percorso sanzionatorio che si aggiunge alla perdita dell’intero stock di prodotti.
L’operazione di Olevano Romano non è un episodio isolato, ma si inserisce in una strategia più ampia che la Guardia di Finanza porta avanti con continuità su tutto il territorio provinciale e nazionale. L’obiettivo è duplice: da un lato, tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini da prodotti che non rispettano gli standard qualitativi minimi; dall’altro, difendere la leale concorrenza tra gli operatori economici, impedendo che chi vende merce contraffatta o non conforme possa trarre un vantaggio sleale a danno di chi invece rispetta le regole, sopporta i costi delle certificazioni e lavora nella legalità.



