Una battaglia portata avanti per mesi tra raccolte firme, incontri pubblici e denunce sanitarie. E ora, finalmente, una delibera regionale che sembra dare ragione a chi si è opposto con determinazione. Il Comitato No Forno Crematorio di Frosinone torna a riunirsi con la cittadinanza per fare il punto su una vicenda che ha tenuto acceso il dibattito in città, convocando un incontro pubblico per venerdì 24 aprile 2026 alle ore 18:00 in Colle Cottorino, presso i locali dell’ex negozio alimentare Di Folca, in Via delle Cese n. 37.

Al centro della serata, la recente delibera della Giunta Regionale del Lazio che dispone il blocco delle autorizzazioni per i forni crematori su tutto il territorio regionale. Una decisione che il Comitato e le associazioni coinvolte accolgono con favore, riconoscendovi la conferma delle criticità che da tempo portano avanti nelle sedi istituzionali e nelle piazze.
Chi parla e cosa si discuterà
All’incontro interverranno i dottori Teresa Petricca e Giovambattista Martino, in rappresentanza dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente, di Fare Verde città di Frosinone e in qualità di consiglieri comunali del gruppo FutuRa. Il loro contributo sarà fondamentale per spiegare ai presenti i contenuti tecnici e sanitari della delibera, traducendo in linguaggio accessibile ciò che i documenti regionali certificano sul piano delle criticità ambientali e per la salute pubblica legate agli impianti di cremazione.
Perché per il Comitato No Forno Crematorio, la questione è sempre stata chiara: un forno crematorio non è un impianto neutro. È, a tutti gli effetti, un inceneritore, con le emissioni, i rischi e le conseguenze che questo comporta per chi vive nelle vicinanze. Una posizione che la delibera regionale sembra ora avallare ufficialmente.
Oltre 2.500 firme e una comunità mobilitata
La storia di questa mobilitazione civica parla da sola. Negli ultimi mesi, il Comitato — insieme all’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente e a Fare Verde — ha promosso una serie di iniziative di sensibilizzazione che hanno trovato crescente risposta tra i cittadini di Frosinone. Il risultato più tangibile è una petizione che ha superato le 2.500 firme, un numero che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il livello di preoccupazione radicato nel tessuto urbano del capoluogo ciociaro.
Incontri, assemblee, approfondimenti tecnici: ogni occasione è stata utile per informare e coinvolgere, costruendo una consapevolezza collettiva su un tema che troppo spesso rischia di essere liquidato come questione di nicchia, quando invece tocca direttamente la qualità dell’aria, la salute dei residenti e le scelte urbanistiche di una città intera.
La delibera regionale: un punto di svolta
La decisione della Giunta Regionale del Lazio di bloccare le nuove autorizzazioni rappresenta, per i promotori dell’iniziativa, un punto di svolta significativo. Non la fine della battaglia, ma il riconoscimento formale che le preoccupazioni sollevate avevano un fondamento reale. Le criticità sanitarie tipiche degli inceneritori — denunciate, elencate e spiegate nel dettaglio dal Comitato sin dall’inizio della sua attività — trovano ora riscontro in un atto amministrativo ufficiale.
L’incontro di venerdì sarà dunque l’occasione per illustrare nel dettaglio i contenuti della delibera, rispondere alle domande dei cittadini e tracciare i prossimi passi di una mobilitazione che non intende fermarsi.




