Mani veloci, vittime distratte e un centro storico affollato di turisti: la ricetta del borseggiatore è sempre la stessa. Ma nelle ultime ore, nel cuore di Roma, quell’equazione si è risolta in modo inatteso per sei persone finite in manette grazie all’attività del Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma. Un’operazione articolata, condotta su più fronti e in più luoghi simbolo della capitale, che ha portato al recupero integrale di tutta la refurtiva sottratta alle vittime.
Il primo episodio si è consumato a bordo di un autobus. In Piazza Venezia, i militari della Stazione Roma Salaria hanno tenuto d’occhio la linea «H», uno dei percorsi più frequentati dai turisti che attraversano il centro. È lì che hanno notato e bloccato un cittadino romeno di 66 anni, senza fissa dimora e con precedenti specifici, colto in flagranza subito dopo aver sfilato il cellulare dalla tasca di un passeggero di nazionalità polacca con la rapidità tipica di chi conosce bene il mestiere. Il telefono è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario; per l’uomo, invece, si sono aperte le porte della caserma.

Pochi chilometri più in là, nei pressi del Colosseo, la scena si è ripetuta con un copione leggermente diverso. I Carabinieri della Stazione Roma-Piazza Farnese hanno intercettato tre uomini — due di nazionalità algerina e uno francese, tra i 23 e i 31 anni, tutti senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine — subito dopo che avevano sottratto lo zaino a un turista francese che passeggiava nel Rione Celio. Anche in questo caso la refurtiva è stata recuperata e riconsegnata alla vittima.
Il terzo episodio si distingue per un dettaglio che vale la pena sottolineare: i protagonisti dell’intervento non erano in servizio. Due militari della stessa Stazione Roma-Piazza Farnese, liberi dal servizio e in sella alle loro biciclette, transitavano in via Ostilia quando hanno notato qualcosa che non quadrava. Due uomini, un cittadino cubano di 50 anni e un connazionale di 26, si stavano allontanando con la borsa di una giovane turista cinese, rubata all’interno di un deposito bagagli della zona. I carabinieri sono intervenuti senza esitazione, bloccando entrambi e restituendo la borsa — con tutto il contenuto intatto — alla proprietaria.

In tutti e tre i casi, la refurtiva comprendeva denaro contante, carte di credito, documenti d’identità e dispositivi elettronici: il bottino tipico di chi punta sulla distrazione del turista in una città affollata. La buona notizia, almeno per le vittime, è che non ne hanno perso nulla. Gli arresti sono stati tutti convalidati dall’autorità giudiziaria.
L’operazione rientra nella più ampia strategia di contrasto ai reati predatori portata avanti dal Comando Provinciale di Roma, con un’attenzione particolare ai mezzi di trasporto pubblico e alle zone ad alta concentrazione turistica. Una pressione che, stando ai risultati delle ultime ore, continua a dare i suoi frutti.




