Era nascosta in una busta della spesa, come se fosse la cosa più normale del mondo. Circa 210 grammi di cocaina, trasportati a bordo di un autobus di linea proveniente da Napoli e diretti chissà dove, se non fosse stato per il fiuto di Gingo, il cane antidroga del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia. L’operazione, condotta dai militari del Gruppo di Cassino del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, si è conclusa con l’arresto in flagranza di una giovane donna di origini marocchine, trovata in possesso dello stupefacente nel corso di un controllo mirato sui passeggeri e sui bagagli del mezzo.
Il servizio era stato predisposto con un obiettivo preciso: monitorare le principali direttrici di collegamento della città Martire per intercettare eventuali traffici illeciti. La segnalazione dell’unità cinofila ha consentito di concentrare gli accertamenti sulla giovane, che non ha saputo giustificare il contenuto di quella busta. La sostanza è stata sequestrata e, su disposizione della Procura della Repubblica di Cassino, la donna è stata arrestata e posta agli arresti domiciliari. Il GIP del Tribunale di Cassino ha poi convalidato il provvedimento, disponendo a suo carico la misura dell’obbligo di dimora.
Non si tratta di un episodio isolato. Sul territorio provinciale, le forze dell’ordine mantengono un presidio costante e capillare, declinato su più fronti e con strumenti diversi. A Cassino, il Commissariato di Polizia di Stato ha segnalato alla Prefettura un 20enne residente nel cassinate trovato in possesso di circa 11 grammi di hashish durante un controllo mirato. A Sora, analoga procedura è scattata nei confronti di un 40enne del posto, fermato con una piccola quantità di cocaina — meno di un quarto di grammo, ma sufficiente a innescare l’iter amministrativo previsto dalla normativa sugli stupefacenti.
Sul fronte dei provvedimenti di polizia, Frosinone ha registrato due episodi distinti, ma accomunati dal medesimo schema: due cittadini italiani residenti a Isola del Liri — un 43enne e un 35enne — sono stati fermati dalla Questura di Frosinone in Corso Francia nel tardo pomeriggio. Entrambi risultavano destinatari di un Foglio di Via Obbligatorio emesso dal Questore, con divieto di fare rientro nel capoluogo per i successivi due anni. L’inottemperanza al provvedimento ha comportato per entrambi una denuncia all’autorità giudiziaria.
Il caso più delicato, però, riguarda un 30enne albanese rintracciato nella provincia di Frosinone dalla Squadra Mobile nel corso di un’operazione congiunta con i Carabinieri. L’uomo era stato espulso dal territorio nazionale il 29 maggio dell’anno precedente, con accompagnamento coattivo alla frontiera marittima di Bari e divieto esplicito di reingresso. Nonostante ciò, era rientrato in Italia, con alle spalle una serie di precedenti di polizia per reati contro la pubblica amministrazione, in materia di immigrazione clandestina e di stupefacenti. L’arresto e la messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria hanno concluso una vicenda che racconta, plasticamente, le sfide quotidiane di chi è chiamato a far rispettare le espulsioni sul campo.
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di una provincia dove il presidio della legalità non conosce pause: dalla dorsale stradale che collega il Sud al Centro Italia, ai centri urbani, fino alle periferie e alle strade dei comuni minori. Operazioni diverse per dimensione e risonanza, ma accomunate dalla stessa logica: non lasciare spazi vuoti dove il crimine possa attecchire indisturbato.




