CASSINO – Un’azione rapida e mirata dei Carabinieri della Compagnia di Cassino ha permesso, nelle ultime ore, di intercettare e denunciare un uomo di 46 anni, originario della provincia di Napoli e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di una truffa aggravata ai danni di un’anziana.
L’operazione è scattata nel pomeriggio del giorno precedente, quando una pattuglia della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile ha fermato, nel territorio di Sant’Elia Fiumerapido, una Lancia Y bianca che aveva attirato l’attenzione dei militari per alcuni movimenti sospetti.
Alla guida del veicolo è stato identificato il 46enne, il cui atteggiamento ha subito rafforzato i sospetti degli operatori. La successiva perquisizione personale e del mezzo ha portato al rinvenimento di 1.700 euro in contanti, somma della quale l’uomo non ha saputo fornire alcuna giustificazione credibile.
La truffa ricostruita: il raggiro del “falso nipote”
Gli accertamenti immediatamente avviati dai militari hanno consentito di ricostruire l’origine del denaro. Si trattava del provento di una truffa consumata il 14 aprile in Abruzzo, ai danni di una pensionata di 86 anni residente a Introdacqua (AQ).
La vittima sarebbe stata raggirata con la tecnica ormai tristemente nota del “falso nipote”, una delle modalità più insidiose utilizzate dai truffatori. Attraverso una telefonata costruita ad arte, all’anziana era stato fatto credere che un familiare fosse in imminente stato di arresto a seguito di un presunto problema legato a un bonifico bancario non andato a buon fine. Una pressione psicologica forte, studiata per generare paura e urgenza, che avrebbe spinto la donna a consegnare denaro.
Denuncia e sequestro: proseguono le indagini
Il denaro rinvenuto e il veicolo utilizzato sono stati sottoposti a sequestro. Il 46enne è stato quindi deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cassino, che valuterà i successivi provvedimenti.
Un fenomeno che colpisce i più fragili
Il caso riaccende l’attenzione su un fenomeno purtroppo sempre più diffuso: le truffe agli anziani, che continuano a colpire le fasce più vulnerabili della popolazione con modalità sempre più sofisticate e psicologicamente invasive.
Dietro ogni episodio non c’è soltanto un reato patrimoniale, ma una ferita profonda alla fiducia e alla serenità delle vittime, spesso scelte proprio per la loro solitudine o fragilità emotiva.
Per questo motivo l’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza: diffidare di richieste improvvise di denaro, non cedere alla pressione emotiva e contattare immediatamente il numero di emergenza 112.
Ancora una volta, la tempestività dei militari ha permesso di interrompere un’attività illecita e di restituire un segnale forte sul territorio: la rete di controllo resta alta e costante contro chi sceglie di colpire chi è più indifeso.




