Il documento ufficiale
Un comunicato che alza il livello del confronto
Con un comunicato stampa inviato ad anagnia.com nel pomeiggio di ieri 28 aprile 2026, le R.S.U. unitarie hanno formalizzato una richiesta chiara e perentoria: rispettare le scadenze relative alla liquidazione della produttività annualità 2024 e alla consegna delle schede di valutazione annualità 2025. Il documento nasce da un’assemblea unitaria tenutasi nella giornata odierna, durante la quale i rappresentanti sindacali hanno ricevuto un mandato diretto dai lavoratori.

Il tono è istituzionale, ma il contenuto lascia trasparire un crescente clima di attesa e, al tempo stesso, di tensione.
Le richieste dei lavoratori
Pagamenti e trasparenza entro una data precisa
Nel dettaglio, le R.S.U. chiedono che tutti gli adempimenti previsti vengano completati “nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 35, lettera c) del C.D.I.”, fissando come termine ultimo il 9 maggio. Una scadenza che diventa, di fatto, una linea di confine tra il dialogo e possibili iniziative di protesta.
Accanto a questo, viene sollecitata anche la conclusione dell’iter contrattuale relativo alla ripartizione del fondo risorse decentrate anno 2025, passaggio fondamentale per sbloccare la liquidazione degli istituti economici attualmente sospesi.
Il nodo del fondo 2025
Risorse ferme e attese da mesi
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio il fondo destinato alle risorse decentrate. Secondo quanto evidenziato nel comunicato, da questo dipende la liquidazione di diverse voci economiche ancora ferme, per le quali si richiede espressamente un pagamento “in un’unica soluzione”.
Una richiesta che riflette non solo esigenze amministrative, ma anche il bisogno concreto dei dipendenti di vedere riconosciuto quanto maturato.
L’avvertimento finale
Possibile stato di agitazione
Il passaggio conclusivo del documento è quello che imprime maggiore forza al messaggio: qualora le richieste non venissero accolte entro i termini indicati, la R.S.U. unitaria, “anche su volontà della pluralità dei dipendenti”, procederà alla proclamazione dello stato di agitazione.
Una prospettiva che potrebbe aprire una nuova fase nel confronto tra lavoratori e amministrazione, con possibili ripercussioni sull’organizzazione interna e sui servizi.
Un clima in evoluzione
Tra attese e possibili sviluppi
Il comunicato rappresenta un segnale chiaro: il tempo delle attese sembra essere finito. Le prossime settimane saranno decisive per capire se si arriverà a una soluzione condivisa o se, invece, il confronto si sposterà su un piano più acceso.
Nel frattempo, tra i dipendenti cresce l’attenzione, in un clima sospeso tra fiducia e prudenza.




