di Giorgio Stirpe
Un punto, un solo punto separa il Frosinone dal ritorno in Paradiso, da quella che potrebbe essere la quarta promozione della sua storia in Serie A. Basterà un pareggio, venerdì sera allo Stirpe, contro quel Mantova che oggi ha fatto un gigantesco regalo ai canarini battendo il Monza.
Il ko dei brianzoli ha favorito il sorpasso degli uomini di Alvini proprio all’ultima curva e, per uno scherzo del destino, saranno gli stessi mantovani a cercare di mettere il bastone tra le ruote nel rettilineo finale del campionato. Ma il traguardo è lì: il destino è nelle mani dei ciociari, che hanno un intero popolo al loro fianco.
È stata una formazione quasi tipo quella schierata dal tecnico Alvini, che ha dovuto rinunciare dal primo minuto anche per questa trasferta a Calvani e Koutsoupias, relegati in panchina. Davanti a Palmisani si sono sistemati Monterisi e Cittadini, con A. Oyono e Bracaglia sugli esterni. In mediana Calò e Cichella, assieme a Francesco Gelli. In attacco, invece, il tridente titolare composto da Raimondo, riferimento centrale, sostenuto ai lati da Ghedjemis e Kvernadze.
Peccato per il fuorigioco millimetrico di A. Oyono che ha vanificato, in apertura, la rete di Raimondo che aveva sbloccato e messo subito in discesa la gara di Castellammare. Il Frosinone ha cercato di imporre la propria autorevolezza soprattutto sulla fascia destra, dove lo stesso A. Oyono e Ghedjemis hanno dialogato bene, creando pericoli. Ad essere onesti, però, sono stati i padroni di casa i veri protagonisti dell’ultima mezzora della prima frazione e del primo quarto d’ora della ripresa. In questo frangente, i ragazzi di Alvini hanno dovuto ringraziare, nell’ordine, Palmisani e la dea bendata per aver salvato la squadra da gol che sembravano fatti (due pali e un mancato tap-in a due metri dalla linea di porta giallazzurra da parte di un attaccante campano).
I canarini hanno sbuffato, sofferto e retto l’urto come hanno potuto per arginare le giovani Vespe, che sembravano andare al doppio della velocità, riuscendo sempre a cavarsela seppur tra mille difficoltà. In una giornata così importante, l’uomo della provvidenza non poteva che essere un ciociaro doc, uno di quei calciatori che più di tutti incarna lo spirito del club. Parliamo di Gabriele “Zorro” Bracaglia che, al 73’, si è avventato come un falco su uno dei rari palloni lasciati liberi dalla difesa di casa, andando a “inzuccare” il pallone della stagione, sul corner battuto, e non poteva essere altrimenti, dal “maestro” Calò.
Il gol che ha consentito ai canarini di passare in vantaggio e mettere la freccia per il sorpasso (forse) decisivo al Monza nella corsa alla Serie A.
La storia è lì, a un solo passo!




