Una testa curiosa che si affaccia, quattro saltelli timidi sull’erba, poi il ritorno al caldo e sicuro rifugio del marsupio materno. È la scena che in questi giorni accoglie i visitatori del Bioparco di Roma: è nato un canguro di Bennett, tra i più piccoli rappresentanti di questo straordinario gruppo di marsupiali, e il suo debutto nel mondo è già uno spettacolo.
A dare la notizia è la presidente del Bioparco di Roma, Paola Palanza, etologa e professore ordinario presso l’Università di Parma: «Ancora non è possibile stabilire il sesso del piccolo, che è stato accolto dal gruppo di sei individui — due maschi e quattro femmine — arrivati lo scorso novembre al Bioparco da una struttura zoologica francese». E la buona notizia non finisce qui: «È molto probabile che presto avremo altre due nascite», ha aggiunto Palanza, lasciando intendere che il reparto canguri della struttura capitolina potrebbe presto animarsi ulteriormente.

Il canguro di Bennett è una specie affascinante, dai comportamenti tutt’altro che banali. Erbivoro per vocazione, si nutre principalmente di erba, frutti e radici. A riposo, usa la coda come puntello appoggiando tutte e quattro le zampe al suolo; in movimento, invece, salta sulle possenti zampe posteriori servendosi della lunga coda come bilanciere, in un equilibrio che sembra quasi sfidare la fisica. I maschi, facilmente riconoscibili per le dimensioni maggiori rispetto alle femmine, raggiungono un’altezza di circa 80 centimetri.
Ciò che rende questa nascita ancora più straordinaria è la storia che la precede. La gestazione del canguro di Bennett dura appena un mese e dieci giorni, ma il percorso del piccolo è appena agli inizi. Alla nascita pesa meno di un grammo — un’entità quasi impercettibile — e si arrampica autonomamente fino al marsupio della madre, dove si aggrappa a una mammella e vi resterà per circa nove mesi. Solo successivamente comincerà a esplorare il mondo esterno, continuando a essere allattato fino ai quattordici-diciassette mesi di vita.

Per i visitatori del Bioparco, questi sono i giorni giusti per osservare dal vivo questa meraviglia della natura: il cucciolo si affaccia, saltella curioso e poi rientra. Un ritmo lento e dolcissimo, che vale da solo una visita.




