di Andrea Fiorito, coordinatore provinciale di Frosinone e responsabile regionale Lazio per l’UDC nei settori Infrastrutture e Trasporti
Il tema della costruzione di un biodigestore di rilevanza provinciale ad Anagni è un argomento che ho sempre seguito con molto interesse, io stesso sono stato il primo firmatario di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio contro l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto di biodigestione in località Selciatella ad Anagni.
Il 9 febbraio 2026, durante lo svolgimento del consiglio Comunale di Anagni, apprendevo con stupore che il sindaco di Anagni Daniele Natalia, senza darne notizia pubblica, aveva dato incarico all’avvocato Scoca di comunicare al TAR del Lazio che il Comune di Anagni ritirava il proprio ricorso contro la realizzazione dell’impianto di Biodigestione in Località Selciatella.
Quest’atto del primo cittadino andava in senso contrario alle due delibere di consiglio comunale votate all’unanimità ed una delibera di giunta, in virtù delle quali il Comune di Anagni si costituiva in Giudizio davanti al TAR per l’annullamento dell’autorizzazione a costruire il biodigestore (Delibera di Consiglio comunale n°39 del 02/12/2021 – Delibera di Consiglio comunale n° del 04/04/2022 – Deliberazione di Giunta n°267 del 12/10/2022).
Trattandosi di un atto pubblico mi aspettavo che venisse pubblicato nell’albo pretorio ma, ancora oggi, quell’atto non si trova nella disponibilità dei cittadini e non è stato pubblicato su nessuno dei canali istituzionali del Comune di Anagni.

Il giorno 24 febbraio 2026 procedevo quindi ad effettuare tramite PEC richiesta di accesso agli atti specificamente per l’Atto di rinuncia al Ricorso al Tar al fine di poter esaminare tale atto sindacale. Dopo quasi trenta giorni di attesa ricevevo dal Segretario Generale del Comune di Anagni dott. Franco Loi una PEC inviata in copia anche al sindaco Daniele Natalia con il “Provvedimento di diniego dell’istanza di accesso agli atti”.
La ragione del diniego si basava su due motivazioni, la prima era che io pur essendo un dirigente politico non ero soggetto “qualificato” per quel tipo di accesso agli atti e la seconda era che si trattava di una richiesta troppo generica e non specifica riguardo un determinato atto.
Tali motivazioni mi sono apparse subito infondate ed è così che ho deciso di rivolgermi al dott. Marino Fardelli, Difensore civico della Regione Lazio.
Con grande correttezza e professionalità il dott. Fardelli il 28 aprile 2026 si è espresso accogliendo la mia richiesta e mettendo due punti fermi sulla questione da me sollevata: in primis l’istanza di accesso agli atti da me formulata era corretta e doveva essere inquadrata nell’ambito della materia ambientale e quindi da trattare con ancora maggior trasparenza rispetto ad una semplice richiesta documentale; in secondo luogo il Dott. Fardelli conveniva con me che la richiesta era precisa e puntuale riguardo uno specifico atto e quindi legittima.

A questo punto attendo di ricevere dal Comune copia dell’atto richiesto e dopo averlo esaminato mi riservo di intraprendere le azioni più opportune.
Rimane il rammarico di aver dovuto ricorrere a figure istituzionali terze per avere copia di un semplice atto che dovrebbe essere liberamente consultabile da tutti i cittadini.




