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    Home » Truffe agli anziani, il Sindacato Autonomo di Polizia lancia l’allarme: “servono più agenti e pene più dure”
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    Truffe agli anziani, il Sindacato Autonomo di Polizia lancia l’allarme: “servono più agenti e pene più dure”

    il segretario provinciale Gianmarco Cori denuncia la situazione in un'intervista anagnia.com: dalla psicologia dei truffatori ai nuovi decreti sicurezza, fino alla cronica carenza di personale
    4 Maggio 20265 Mins Read
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    GIanmarco Cori
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    Fingono di essere carabinieri, tecnici del gas, operatori dell’INPS o dell’ASL. Bussano alla porta di un anziano solo, oppure telefonano nel momento meno atteso, e in pochi minuti riescono a svuotargli casa o il conto in banca. Le truffe ai danni degli anziani sono un fenomeno in costante evoluzione, sempre più raffinato sul piano psicologico, e la provincia di Frosinone non fa eccezione. A fare il punto della situazione, in un’intervista esclusiva rilasciata ad anagnia.com, è Gianmarco Cori, segretario provinciale di Frosinone del SAP – Sindacato Autonomo di Polizia.

    Le tecniche dei truffatori: paura e urgenza come armi principali

    “Le tipologie di truffa ai danni degli anziani sono sempre più svariate”, esordisce Cori, che conosce bene il fenomeno. “Le più diffuse restano quelle legate al finto incidente stradale: il truffatore chiama la vittima spacciandosi per un carabiniere o un poliziotto, annunciando che un figlio o un nipote è rimasto coinvolto in un sinistro grave. Poi arriva la richiesta: soldi, gioielli, tutto quello che c’è in casa, subito, perché non c’è tempo da perdere.”

    Ma non è solo la variante dell’incidente a preoccupare. Altrettanto insidiosi sono i casi in cui i malviventi si presentano come tecnici del gas, con la scusa di un presunto consumo anomalo del contatore, o si spacciano per operatori INPS con problemi legati alla pensione, o ancora per operatori ASL che avvertono di una visita imminente da non perdere. In tutti questi casi, il meccanismo è sempre lo stesso.

    “Il denominatore comune”, spiega Cori, “è la leva psicologica. Questi individui sono abili manipolatori: creano ansia, senso di urgenza, paura dell’irreparabile. L’anziano viene travolto emotivamente e, in quello stato, abbassa le difese. Non c’è tempo per ragionare, non c’è tempo per chiamare qualcuno. E questo è esattamente quello che i truffatori vogliono.”

    Frosinone nel mirino: i successi della Polizia di Stato

    Nonostante il quadro allarmante, le forze dell’ordine nella provincia ciociara hanno messo a segno risultati importanti. A Ferentino, la Polizia di Stato ha sventato l’ennesimo tentativo di truffa, recuperando anche monili in oro sottratti alla vittima. A Cassino, la Polizia Stradale ha eseguito nell’ultimo anno diversi arresti, recuperando refurtiva per diverse migliaia di euro. Segnali incoraggianti, certo, ma che non bastano a placare la preoccupazione del sindacato.

    “La guardia nella nostra provincia resta alta”, afferma il segretario provinciale del SAP. “I colleghi fanno un lavoro straordinario, spesso in condizioni difficili. Ma il fenomeno è vasto, e le risorse non sono sempre adeguate.”

    I nuovi decreti sicurezza: pene più severe e arresto obbligatorio

    Una risposta concreta sul piano legislativo è arrivata con l’approvazione di due provvedimenti fortemente sostenuti dal SAP: il decreto sicurezza n. 48/2025, convertito in legge con il numero 80/2025 nel giugno dello scorso anno, e il decreto sicurezza n. 23/2026, entrato in vigore il 25 aprile scorso dopo il via libera definitivo del Parlamento.

    “Questi due decreti rappresentano un passo avanti significativo”, dichiara Cori con soddisfazione. “Finalmente le pene per chi truffa gli anziani sono state inasprite drasticamente. È stato introdotto l’arresto obbligatorio in flagranza di reato, e la reclusione può arrivare fino a sei anni. Si tratta di misure che il SAP ha chiesto e sostenuto con forza a livello nazionale, e oggi sono legge.”

    Il secondo provvedimento, il decreto 23/2026, introduce inoltre misure più ampie in materia di ordine pubblico, DASPO, armi e violenza giovanile, rafforzando ulteriormente i poteri delle forze dell’ordine sul territorio.

    I consigli pratici: il cellulare come primo scudo

    Accanto all’azione repressiva, Cori insiste sull’importanza della prevenzione. “Informare è fondamentale. Lo facciamo sui social, lo facciamo in televisione, lo facciamo attraverso le nostre iniziative nazionali. Ma c’è anche qualcosa di molto semplice che famiglie e istituzioni possono fare subito.”

    Il consiglio è concreto: dotare ogni anziano, oltre al tradizionale telefono fisso, di un cellulare con i numeri di amici e parenti già memorizzati, persone reperibili in qualsiasi momento, e con il numero di emergenza 112 sempre a portata di mano. Un piccolo gesto che può fare la differenza nei pochi, frenetici minuti in cui il truffatore tenta di fare leva sulla paura.

    La denuncia del SAP: “Ripianare la cronica carenza di personale”

    Ma l’appello più urgente di Gianmarco Cori è quello rivolto alle istituzioni, locali e nazionali. “La campagna informativa è necessaria, ma non basta. Chiediamo che si investa di più sulla sicurezza, e soprattutto che si metta mano alla cronica carenza di personale che affligge le specialità della Polizia di Stato in questa provincia.”

    Una battaglia, quella per il potenziamento degli organici, che il SAP di Frosinone porta avanti da anni, senza sosta. “Ci battiamo da sempre per ottenere più agenti sul territorio”, conclude Cori. “Perché dietro ogni statistica, dietro ogni numero, c’è una persona anziana che ha aperto la porta a uno sconosciuto fidandosi di lui. E quella fiducia tradita ha un peso che nessun dato riesce davvero a misurare.”

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