Sezze – C’è qualcosa di straordinario nel tenere tra le mani le regole scritte di una comunità medievale, nel leggere le norme che disciplinavano la vita quotidiana di uomini e donne vissuti secoli fa. Sabato 9 maggio 2026, a partire dalle 17.30, la Sala D’Ercole del Museo Archeologico di Sezze diventerà il palcoscenico ideale per un appuntamento culturale di grande valore storico: la presentazione degli “Statuta sive constitutiones civitatis Setiae”, gli antichi Statuti di Sezze, finalmente disponibili in edizione critica con traduzione e commento.
Un documento storico restituito alla comunità

Gli Statuti di Sezze rappresentano una fonte primaria di straordinaria importanza per chiunque voglia comprendere come fosse organizzata la vita civile, giuridica e sociale di questa città del Lazio meridionale nel corso del Medioevo. Testi come questi non sono semplici reperti archivistici: sono la voce diretta di una comunità che si dava le proprie regole, che stabiliva diritti e doveri, che costruiva la propria identità collettiva attraverso il diritto scritto.
L’edizione critica — con traduzione e commento — è il frutto di un lavoro paziente e rigoroso condotto da Barbara Frateschi, Elide Cristina Rosella, Maria Elisa Spirito e Stefania Valleriani, che hanno restituito questo patrimonio alla sua piena leggibilità, rendendolo accessibile non solo agli specialisti ma anche a un pubblico più ampio di appassionati e curiosi.
La presentazione e i relatori
La serata sarà curata da Sandro Notari, con l’intervento scientifico di Maria Teresa Caciorgna, storica di riferimento per la medievistica laziale, la cui presenza garantisce alla presentazione uno spessore accademico di primo piano. Prima degli interventi, porteranno i saluti istituzionali Lidano Lucidi, sindaco di Sezze, Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, e Gioacchino Giammaria, presidente dell’Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale di Anagni.
Un parterre che testimonia quanto l’evento sia sentito non solo a livello locale, ma in un territorio più vasto che riconosce nella valorizzazione delle fonti storiche un atto culturale e civico al tempo stesso.
I patrocini e il territorio
L’appuntamento è organizzato con il patrocinio del Comune di Sezze, del Ministero della Cultura, dell’Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale di Anagni e della Compagnia dei Lepini: un insieme di istituzioni che fotografa bene la rete culturale attiva nei Monti Lepini e nel Lazio meridionale, da anni impegnata nella tutela e nella diffusione del patrimonio storico locale.
Un sabato pomeriggio, quindi, da non perdere per chi ama la storia del proprio territorio e vuole scoprire — o riscoprire — le radici giuridiche e civili di una città che ha molto da raccontare.




