Viterbo – Più di cento militari, quarantuno obiettivi simultanei, un’alba che per molti imprenditori del settore della distribuzione alimentare ha segnato la fine di un lungo gioco al limite della legge. È scattata all’alba una delle operazioni più imponenti condotte negli ultimi tempi dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Viterbo, su delega della Procura della Repubblica di Viterbo, nel settore dei supermercati e della media distribuzione.
Perquisizioni e sequestri su 41 obiettivi
L’operazione ha interessato contemporaneamente le sedi legali e operative di 8 società emittenti fatture false, di 6 società utilizzatrici di fatture per operazioni inesistenti e di 14 studi professionali — tra depositari delle scritture contabili e soggetti incaricati alla trasmissione delle dichiarazioni fiscali. Non solo: le perquisizioni hanno riguardato anche i domicili di 13 persone fisiche indagate a vario titolo. Un dispiegamento di forze che rende immediatamente l’idea della dimensione e della complessità del sistema messo sotto la lente degli investigatori.
Il meccanismo della frode: lavoratori fantasma e appalti fasulli
Al centro dell’inchiesta c’è un sistema fraudolento articolato e strutturato, costruito con una certa abilità per eludere i controlli. Gli imprenditori coinvolti gestivano diverse società utilizzando lavoratori formalmente in carico ad altre aziende del gruppo, celando così il reale rapporto di lavoro subordinato dietro contratti d’appalto e di rete del tutto fittizi, in palese violazione della normativa vigente.
Non si trattava, insomma, di semplici irregolarità contabili: le stesse società emettevano e utilizzavano fatture per operazioni inesistenti, omettendo sistematicamente il versamento dell’IVA, delle ritenute fiscali e degli oneri previdenziali e assistenziali dovuti all’INPS. Il danno alle casse pubbliche è ancora in fase di quantificazione, ma l’entità della rete fa presagire cifre significative.
Concorrenza sleale a danno di chi rispetta le regole
C’è un aspetto di questa vicenda che va oltre il mero dato fiscale e che tocca la tenuta del mercato nel suo complesso. Chi evade, in questo settore, non si limita a sottrarre risorse allo Stato: ottiene anche un vantaggio competitivo sleale nei confronti degli operatori onesti. Risparmiando sui costi del lavoro e sugli oneri contributivi, può permettersi di applicare prezzi più bassi alla clientela finale, non perché sia più efficiente o meglio organizzato, ma semplicemente perché viola le regole. Un risparmio costruito sulle spalle dei lavoratori stessi, lasciati privi di tutele e senza contributi versati.
La Guardia di Finanza e il contrasto alle frodi fiscali
L’operazione si inserisce nella più ampia strategia del Corpo della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi fiscali in tutte le loro manifestazioni, con particolare attenzione ai circuiti fraudolenti legati alle illecite somministrazioni di manodopera e ai distacchi di personale fittizi. Un fenomeno diffuso, spesso sottovalutato, che distorce la concorrenza e impoverisce il sistema produttivo legale.
Le indagini proseguono. La documentazione sequestrata — anche in formato informatico — è ora al vaglio degli specialisti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Viterbo, che lavoreranno per restituire alla Procura un quadro probatorio completo a carico degli indagati.




