Cinque serate, una sala cinematografica, ottocento film da ogni angolo del pianeta. Torna il Dieciminuti Film Festival, e lo fa con la forza tranquilla di chi ha imparato, edizione dopo edizione, che il tempo — anche quando è breve — può cambiare il modo in cui guardiamo il mondo.
Dal 19 al 23 maggio 2026, il Dream Cinema di Frosinone ospiterà la ventunesima edizione del festival organizzato dall’associazione culturale IndieGesta, confermandosi come l’appuntamento cinematografico di riferimento dell’intera provincia di Frosinone. L’ingresso, come da tradizione, sarà gratuito per tutte le serate.
Il tema: “Riprendersi il tempo”
C’è qualcosa di quasi provocatorio nel titolo scelto per questa edizione. In un’epoca in cui le giornate sembrano consumarsi prima ancora di essere vissute, il DFF21 sceglie di fermarsi — e di invitare il pubblico a fare altrettanto. “Riprendersi il tempo” è il manifesto di un festival che crede nel cinema breve non come compromesso, ma come forma d’arte capace di restituire presenza e attenzione laddove tutto corre troppo in fretta.

Pochi minuti sullo schermo, dunque, per ritrovare il filo di uno sguardo autentico. Una scommessa che, anno dopo anno, IndieGesta continua a vincere.
838 opere da tutto il mondo
I numeri parlano chiaro: quest’anno sono arrivate al festival 838 opere provenienti da ogni parte del globo, a riprova di una dimensione ormai pienamente internazionale. Il concorso si articola in cinque sezioni: Selezione Ufficiale, Extralarge, Animazioni, DOC10 e Visti da Vicino, quest’ultima dedicata agli autori del territorio locale.
Nella Selezione Ufficiale si confronteranno cortometraggi provenienti da Svezia, Taiwan, Australia, Iran, Messico, Spagna e Italia, tra cui 175 di Sepehr Nosrati, Candy Bar dell’australiano Nash Edgerton e Hold On dell’italiano David Barbieri.
La sezione Extralarge porta in concorso opere da Filippine, Perù, Macedonia del Nord, Regno Unito, Francia, Libano, Serbia, Repubblica Ceca, Sudafrica e Italia, con titoli come Maram: Between Shadow & Light del libanese Samer Beyhum e Transumanza dell’italiano Giovanni Bertoia.
Le Animazioni vedono in gara cortometraggi da Taiwan, Italia, Francia, Spagna, Belgio, Bielorussia, Iran, Irlanda, Perù e Iraq. Spicca In Gaza Pietas dell’italiano Diego Monfredini, insieme a Sea of Hope dell’iracheno Jubrail Abubaker Rahman: titoli che portano con sé il peso del presente.
Il DOC10 raccoglie documentari da Grecia, Italia e Spagna con sguardi che spaziano dalla viticoltura al pattinaggio su ghiaccio, fino alle battaglie per la tutela del territorio indigeno in Perù.
Chiude il quadro la sezione Visti da Vicino, che dà voce agli autori locali: Danilo Colonna, Simone Ignagni, Mattia Viselli, Antonio Lanni e Matteo Mariani portano al festival storie radicate nel territorio, costruendo quel legame essenziale tra comunità e racconto cinematografico.
Le giurie
La valutazione delle opere è affidata a due giurie. La giuria ufficiale sarà presieduta da Vanessa Cremaschi, giornalista e critica cinematografica, affiancata da Serenella Bozhanaj, Elena Sofia Vitali, Valentina Giudici, Paola Tiberia, Zaira Spaziani Testa e Simona Bruni.
La giuria animazioni, presieduta da Valeria Valentini, vedrà la partecipazione degli studenti del Liceo Artistico “A. G. Bragaglia”, coinvolti attivamente nella valutazione delle opere: un segnale forte di come il festival non si limiti a mostrare cinema, ma voglia costruire nuovi sguardi, a partire dai più giovani.




