Una scena che ha dell’incredibile, e che può trasformarsi in una vera e propria emergenza sanitaria. Centinaia di contenitori monouso per rifiuti sanitari pericolosi contenenti uno strano liquido giallo, quelli che per legge devono seguire percorsi di smaltimento rigidamente controllati, sono stati abbandonati a bordo strada in via Selciatella, all’altezza della rotatoria che conduce verso via Collacciano, e – circa un km più avanti – andando in direzione della zona industriale – nel territorio del Comune di Anagni.
A rendere la situazione ancora più grave è quello che è successo dopo: il continuo passaggio di automobili e autoarticolati ha letteralmente distrutto parte dei contenitori, spargendo sull’asfalto materiale potenzialmente infettivo. Un rischio concreto, immediato, che non riguarda solo chi abita o transita in quella zona, ma chiunque si sia trovato a percorrere quel tratto di strada nelle ore successive all’abbandono.
Le autorità sono state prontamente avvisate. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Anagni, guidati dal Comandante Fabrizio Mancini, e i militari dei Carabinieri Forestali di Guarcino, che hanno avviato i rilievi del caso. La notizia è arrivata anche al vertice dell’amministrazione comunale: informato dell’accaduto è stato il sindaco di Anagni, l’avvocato Daniele Natalia, che nelle prossime ore sarà chiamato a valutare se disporre o meno la chiusura temporanea della strada, in attesa della bonifica dell’area e dell’accertamento dell’entità della contaminazione.

Chi ha abbandonato quei rifiuti? Le ipotesi al vaglio sono diverse: i contenitori potrebbero provenire da un ospedale, da una struttura sanitaria privata o, ancora, da una delle aziende farmaceutiche operanti nelle vicinanze. Non è esclusa nemmeno la pista di un trasportatore terzo, a cui il materiale era stato affidato per lo smaltimento regolare e che, invece, ha scelto la strada più rapida — e più criminale — dello scarico abusivo.



Quello che è certo, al momento, è la gravità oggettiva dell’episodio. I rifiuti sanitari pericolosi — tra cui potrebbero figurare aghi, siringhe, materiale biologico contaminato e altri scarti da ciclo ospedaliero o farmaceutico — rappresentano una fonte di rischio seria per la salute pubblica se non gestiti secondo le normative vigenti. Trovarli frantumati sull’asfalto di una strada comunale, dove possono venire a contatto con persone, animali e acque superficiali, è uno scenario che le autorità sanitarie considerano ad altissimo rischio.
La bonifica dell’area è ora la priorità assoluta, insieme all’identificazione dei responsabili: un atto che, se confermato nelle sue proporzioni, configura reati gravi sotto il profilo ambientale e sanitario.




