Nel corso del Consiglio Comunale di Fiuggi del 7 maggio 2026 si accende il confronto politico sulla gestione economico-finanziaria dell’ente, con il gruppo Scelgo Fiuggi che solleva forti perplessità sullo stato dei conti pubblici e sulle scelte amministrative adottate negli ultimi anni.
Al centro della critica, espressa dal rappresentante Alberto Festa, vi è una situazione finanziaria ritenuta particolarmente delicata, con un presunto squilibrio complessivo che sfiorerebbe i 5 milioni di euro di deficit nell’arco di tre anni. Un dato che, secondo la posizione del gruppo, rappresenterebbe la conferma di una tendenza negativa nella gestione delle risorse pubbliche e nella programmazione economica del Comune di Fiuggi.
Nel mirino anche l’approvazione del rendiconto, definita come un passaggio che avrebbe ulteriormente evidenziato le criticità già segnalate, non solo sul piano strettamente contabile ma anche rispetto allo stato complessivo del tessuto socioeconomico cittadino. Secondo quanto riportato, nel triennio il Comune avrebbe sostanzialmente azzerato un fondo cassa di 3,4 milioni di euro derivante dalla vendita di asset pubblici, facendo contemporaneamente ricorso all’anticipazione di tesoreria fino a un massimo di 6,8 milioni di euro.
Una dinamica che, sempre secondo Scelgo Fiuggi, avrebbe portato a fine 2025 a un debito verso il tesoriere di circa 2,09 milioni di euro, elemento che alimenta ulteriori preoccupazioni sulla tenuta dei conti pubblici. Il gruppo politico parla di “risorse bruciate” e di una gestione che non avrebbe prodotto benefici concreti per il comparto turistico e commerciale, nonostante la cessione di importanti asset strategici.
Nel dibattito entra anche il tema degli investimenti pubblici, ritenuti di fatto ridimensionati e concentrati su un’unica operazione definita controversa, relativa alla demolizione e ricostruzione della scuola media. Contestualmente viene segnalato un peggioramento della capacità di riscossione e una prospettiva di possibile aumento della pressione fiscale sui cittadini.
Particolarmente critica anche la posizione sulla cosiddetta “rottamazione delle imposte comunali”, annunciata nei mesi precedenti e ora giudicata inefficace. Secondo Alberto Festa, il provvedimento non avrebbe rispettato le proposte avanzate dal gruppo, che chiedeva un utilizzo più ampio dell’autonomia concessa agli enti locali, includendo anche tributi non ancora accertati e una revisione puntuale dei residui attivi. Nessuna di queste indicazioni, viene sottolineato, sarebbe stata recepita dall’amministrazione.
Nel comunicato si fa riferimento anche a una mancata apertura al confronto sulle proposte avanzate, con particolare attenzione agli avvisi di accertamento relativi agli anni precedenti e al 2024, notificati nel dicembre 2025. Una scelta che, secondo la lettura politica del gruppo, avrebbe limitato la possibilità di costruire strumenti più efficaci di gestione del debito fiscale.
La posizione finale è un appello a invertire la rotta, con l’obiettivo dichiarato di garantire maggiore stabilità a cittadini, operatori economici e imprese del territorio. Nel documento si sottolinea la necessità di proposte più chiare, investimenti misurabili e risultati concreti, in un contesto definito ormai critico.
Un passaggio politico che si chiude con un messaggio dal forte tono programmatico: la richiesta di superare le tensioni interne per concentrare l’azione amministrativa sulla costruzione di una reale alternativa gestionale rispetto all’attuale impostazione del Comune di Fiuggi.




