Ogni anno il 17 maggio, la stessa promessa: Roma Metropolitana in campo contro l’omolesbobitransafobia
C’è una data che torna ogni anno sul calendario con il peso di una storia ancora aperta: il 17 maggio, Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransafobia. Una ricorrenza che non celebra un traguardo raggiunto, ma ricorda quanto resti ancora da fare nella lotta contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. E anche quest’anno, la Città Metropolitana di Roma Capitale sceglie di non restare in silenzio.

L’ente ha rinnovato la propria adesione alla campagna promossa da RE.A.DY, la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati a prevenire, contrastare e superare le discriminazioni nei confronti della comunità LGBTQIA+. Un network al quale la Città Metropolitana partecipa ininterrottamente dal 2008, confermando anno dopo anno un impegno che va oltre la semplice adesione formale.
Il manifesto firmato da Bologna e dall’Emilia-Romagna
Per l’edizione 2026, il manifesto della campagna è stato realizzato dal Comune di Bologna e dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con le associazioni LGBT+ del Patto di Collaborazione. Un lavoro condiviso che porta la firma di realtà territoriali da tempo in prima linea sul fronte dei diritti civili, e che viene ora messo a disposizione di tutti gli enti partner della rete RE.A.DY per essere diffuso sul territorio nazionale.
La scelta di affidare la creazione del manifesto a soggetti del terzo settore, accanto alle istituzioni, non è casuale: riflette l’idea stessa su cui si fonda RE.A.DY, ovvero che la lotta alle discriminazioni non possa essere delegata solo agli enti pubblici, ma debba nascere da un intreccio virtuoso tra istituzioni, associazioni e comunità.
Biolghini: “Gli amministratori devono dare l’esempio”
A portare la voce della Città Metropolitana di Roma Capitale è Tiziana Biolghini, Consigliera delegata alle pari opportunità, politiche sociali e cultura. Le sue parole vanno dritte al punto, senza giri di parole: “Contrastare l’odio è una responsabilità collettiva. È nostro dovere, in qualità di ente locale, diffondere una cultura del rispetto non solo tra i territori che siamo chiamati a rappresentare, ma anche e soprattutto tra gli amministratori che ogni giorno solcano le porte di Città Metropolitana e quelle dei 121 comuni dell’Area“.
Un passaggio, quello sugli amministratori, che suona quasi come un monito interno prima ancora che un messaggio verso l’esterno. Perché il cambiamento culturale, sottolinea la consigliera, deve partire da chi ha il potere e la responsabilità di rappresentare i cittadini. “A guardare le nostre azioni sono le nuove generazioni“, aggiunge Biolghini, “ragazze e ragazzi che non devono farsi portatori degli errori del passato, ma bensì di messaggi positivi volti allo sviluppo socio-culturale di Città Metropolitana“.
Una rete che cresce, un impegno che non si ferma
RE.A.DY rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti a disposizione degli enti pubblici italiani per tradurre in politiche attive il principio di non discriminazione. Lo spazio che la rete offre non è solo simbolico: è un luogo di incontro e interscambio tra amministrazioni che condividono esperienze, buone pratiche e strumenti operativi, con l’obiettivo comune di rendere ogni territorio più sicuro e inclusivo per le persone LGBTQIA+.
Il 17 maggio non è quindi soltanto una giornata di sensibilizzazione. È, per gli enti che scelgono di aderire, un momento per ribadire pubblicamente da che parte si sta. E la Città Metropolitana di Roma Capitale, con la sua storia ormai quasi ventennale all’interno di RE.A.DY, ha risposto ancora una volta presente.




