Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha inaugurato ufficialmente la nuova area di Accoglienza, Triage ed Emergenza-Urgenza del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, restituendo alla struttura oltre 650 metri quadri completamente rinnovati, ridisegnati nei percorsi e potenziati nelle tecnologie. Un intervento atteso, frutto di quasi un anno di lavori e di un investimento di 1,2 milioni di euro di fondi regionali.

All’inaugurazione erano presenti, accanto a Rocca, il direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, Andrea Urbani, e l’intera direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera: il direttore Generale Angelo Aliquò, il direttore Sanitario Gerardo De Carolis e il direttore Amministrativo Eleonora Alimenti. A testimoniare il valore umano e quotidiano di questi spazi, c’erano anche gli operatori e i professionisti del Pronto Soccorso, coloro che ogni giorno presidiano corridoi, barelle e postazioni di cura. La cerimonia si è conclusa con la benedizione degli ambienti rinnovati officiata dal cappellano ospedaliero don Valerio Bortolotti.
Una struttura sotto pressione: i numeri parlano chiaro
Per capire l’urgenza dell’intervento, basta scorrere i dati del 2025: il solo Pronto Soccorso adulti ha registrato 44.417 accessi, a cui si aggiungono 6.208 accessi al PS ostetrico-ginecologico e 9.614 al PS pediatrico. In totale, oltre 60mila ingressi nell’arco di un anno. Di questi, 268 pazienti sono giunti in eliambulanza, più di 17mila erano codici rossi e gialli e quasi 15mila hanno richiesto ricovero diretto dal Pronto Soccorso adulti.

Il San Camillo-Forlanini è un DEA di II livello, ossia un Dipartimento di Emergenza-Urgenza e Accettazione di massima complessità, e rappresenta l’hub di riferimento per l’intera area sud-ovest della Regione Lazio. Una struttura, dunque, che non può permettersi inefficienze: ogni metro quadro conta, ogni percorso deve essere chiaro, ogni minuto può fare la differenza.
Cosa cambia: dall’ingresso alla shock-room
Il rinnovamento si percepisce fin dall’ingresso. La nuova area di accoglienza e attesa triage è stata differenziata per gravità di accesso, con postazioni per barellati riservate ai casi più critici. Per i codici minori, invece, è stata allestita un’area dotata di postazioni di ricarica USB e sistemi di identificazione sicura del paziente, che consentono il monitoraggio in tempo reale del percorso di cura, in linea con le direttive regionali sull’umanizzazione delle cure.

Più in profondità, l’area emergenza è stata ampliata e completamente rinnovata in spazi, finiture, tecnologie e impianti. Tra le novità più significative, la realizzazione di una nuova Shock-Room e di postazioni dedicate all’isolamento di pazienti a rischio infettivo. Particolare cura è stata riservata alla privacy del paziente, garantita da tende motorizzate auto-sanificanti che delimitano le singole postazioni e possono essere trasformate in box chiusi per manovre invasive di rianimazione o piccoli interventi chirurgici.
Un progetto in continua evoluzione
La struttura del Pronto Soccorso, edificata nel 2005 al livello -1 del padiglione Piastra, aveva nel tempo accumulato stratificazioni e adattamenti che ne avevano compromesso la funzionalità: percorsi poco distinguibili, spazi non più adeguati ai flussi reali, impianti che richiedevano un deciso aggiornamento. Il progetto di riqualificazione ha puntato a razionalizzare i percorsi, innalzare gli standard qualitativi e contrastare il fenomeno dell’overcrowding, riorganizzando il reparto in aree omogenee calibrate sulla complessità di cura.
Ma il cantiere, di fatto, non si chiude qui. L’intervento inaugurato oggi si inserisce in un piano più ampio di riorganizzazione dell’intero DEA, che prevede la realizzazione di una nuova boarding area da 25 posti letto, la ricollocazione della Medicina d’Urgenza per ricavare ulteriori posti letto di holding e, prospetticamente, la sopraelevazione del padiglione Piastra per implementare 32 posti di boarding area nel PS pediatrico.
Un ospedale che cresce, si adatta e investe sulla propria capacità di risposta. Perché quando si parla di emergenza, ogni secondo — e ogni spazio — ha il suo peso specifico.




