La Regione Lazio rilancia con decisione la campagna di comunicazione per la prevenzione del tumore del colon retto, un’iniziativa che punta a rafforzare la cultura della diagnosi precoce e a coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini.
Il messaggio scelto, diretto e immediato, invita all’azione: “Screening per il tumore del colon retto? Fatto! Alla prevenzione mettici la spunta”. Un claim pensato per parlare in modo semplice ma incisivo a uomini e donne di età compresa tra i 50 e i 74 anni, la fascia maggiormente interessata dal programma.
Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dagli screening gratuiti, che possono essere effettuati con cadenza biennale. I cittadini possono ritirare il kit necessario presso i centri della propria ASL oppure nelle farmacie aderenti, con la possibilità di partecipare anche in assenza della tradizionale lettera di invito. Un’opportunità concreta per abbattere ogni barriera burocratica e facilitare l’accesso ai controlli.
Il percorso è semplice e accessibile: una volta effettuato il test, in caso di esito negativo, il risultato viene comunicato attraverso una lettera a domicilio e tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico, con un nuovo invito dopo due anni. Qualora invece emergano elementi da approfondire, gli ulteriori accertamenti e gli eventuali trattamenti vengono presi in carico direttamente dalla ASL di appartenenza, senza costi per il cittadino.
I numeri confermano l’importanza di questa strategia di prevenzione. Nel corso del 2025, oltre 255mila persone hanno aderito al programma di screening, con circa 13.500 approfondimenti diagnostici effettuati. Grazie a questi controlli, sono state individuate più di 300 lesioni cancerose e circa 4.500 adenomi pre-cancerosi, permettendo interventi tempestivi e spesso meno invasivi.
La prevenzione, dunque, si conferma come uno degli strumenti più efficaci nella lotta contro i tumori. Un semplice test, che richiede pochi minuti, può fare la differenza tra una diagnosi precoce e una scoperta tardiva della malattia, riducendo il ricorso a interventi chirurgici complessi e terapie più aggressive.
La campagna della Regione Lazio si inserisce in questo contesto, puntando non solo a informare ma anche a responsabilizzare. Il cittadino non è più soltanto destinatario di un invito, ma protagonista attivo di un percorso di cura. Aderire allo screening significa compiere un gesto concreto per la propria salute e contribuire, al tempo stesso, a migliorare l’efficacia complessiva del sistema sanitario.




