Nella provincia di Frosinone torna al centro del dibattito l’emergenza fauna selvatica, una criticità che da tempo incide pesantemente sull’equilibrio del comparto agricolo. A fronte delle segnalazioni sempre più frequenti da parte degli operatori del settore, arriva ora un primo intervento operativo: dal prossimo 1° giugno saranno anticipati gli abbattimenti selettivi.
La decisione è stata assunta dal Consiglio dell’ ATC (Ambito Territoriale di Caccia), dopo le sollecitazioni avanzate da Confagricoltura Frosinone e Copagri Frosinone, che nelle ultime settimane avevano richiamato l’attenzione su una situazione definita ormai difficile da sostenere per molte aziende.
Il problema riguarda in particolare la crescente presenza di cinghiali, segnalati in modo diffuso nei terreni agricoli del territorio. Gli animali provocano danni rilevanti alle coltivazioni e mettono sotto pressione anche le aziende zootecniche, con ripercussioni economiche che, in alcuni casi, rischiano di compromettere intere stagioni produttive.
Secondo quanto spiegato dai rappresentanti delle due organizzazioni, Antonello Lancia per Confagricoltura Frosinone e Fabrizio Neglia per Copagri Frosinone, il provvedimento rappresenta uno strumento operativo atteso dagli agricoltori, ma non risolutivo se non accompagnato da una partecipazione attiva sul territorio.
La nuova modalità prevede infatti un coinvolgimento diretto delle aziende agricole. Saranno gli stessi agricoltori a dover effettuare una segnalazione tempestiva all’ATC in caso di presenza di fauna selvatica nei propri fondi. A quel punto, i cacciatori selezionatori abilitati e le squadre incaricate dovranno intervenire con rapidità per procedere agli abbattimenti selettivi, con un limite massimo di due capi per ogni sessione.
Un meccanismo che punta a rendere gli interventi più mirati, evitando azioni generiche e concentrando le operazioni nelle aree effettivamente colpite. Resta però centrale, come sottolineato dalle associazioni, la necessità di un monitoraggio costante da parte delle aziende e di una collaborazione diffusa per rendere efficace il sistema.
Nel frattempo, l’emergenza cinghiali continua a rappresentare una delle principali criticità per l’agricoltura locale, in un contesto già segnato da difficoltà economiche e climatiche. L’anticipo degli interventi segna un primo passo, ma la gestione strutturale della fauna selvatica resta una questione aperta, destinata a rimanere al centro del confronto nei prossimi mesi.




