Una settimana intensa, densa di interventi che hanno toccato i punti più diversi della mappa romana: il cuore monumentale della città, le periferie inquiete, un edificio abbandonato trasformato in teatro di orrore. Le Forze dell’Ordine hanno risposto con operazioni coordinate, alcune delle quali hanno salvato vite, altre hanno tolto dalla circolazione spacciatori, rapinatori e soggetti pericolosi. Il quadro che emerge è quello di una città che non abbassa la guardia.
Il cuore che si è fermato a Piazza di Spagna
Non tutte le emergenze si misurano in arresti. A volte si misurano in battiti cardiaci. Una pattuglia della Polizia Locale di Roma Capitale del I Gruppo Centro stava effettuando il consueto servizio di vigilanza quando, all’altezza della Rampa Mignanelli, nei pressi di Piazza di Spagna, ha notato un uomo accasciarsi al suolo e perdere conoscenza. Un 62enne di nazionalità bulgara, privo di respiro e senza attività cardiaca.
Gli agenti non hanno esitato un istante: hanno avviato immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare, proseguendo senza interruzione fino all’arrivo dell’ambulanza. Quando il personale sanitario è giunto sul posto, i poliziotti hanno continuato a collaborare alle operazioni, supportando il massaggio cardiaco mentre venivano predisposte le apparecchiature per la defibrillazione. L’uomo — successivamente identificato come una nota personalità pubblica bulgara — è stato stabilizzato e trasportato al Policlinico Umberto I. Dopo alcuni giorni di osservazione, ha potuto fare rientro nel proprio Paese, dove sta proseguendo le cure. Una vita strappata all’arresto cardiaco grazie alla prontezza di chi era nel posto giusto al momento giusto.
Rapina con pistola a Primavalle: arrestata in pochi minuti
Tutt’altro scenario nella periferia nord-ovest della Capitale. A tarda sera, in via Pasquale II, nel quartiere Primavalle, una 34enne romana è entrata in un minimarket brandendo quella che sembrava una pistola semiautomatica, intimando la consegna dell’incasso. Durante la concitazione, ha esploso anche un colpo.

Un’unica chiamata all’112 — “rapina, pistola”, pronunciata con voce tremante dall’addetto alle vendite — ha fatto scattare immediatamente le pattuglie dei Commissariati di Polizia di Stato di Prati e Monte Mario. In pochi istanti la zona è stata perimetrata e la donna bloccata ancora nelle immediate vicinanze dell’esercizio commerciale, prima che riuscisse a darsi alla fuga. Gli accertamenti successivi hanno rivelato che l’arma era a salve — una replica —, ma il pericolo percepito dai presenti era stato reale e concreto. Rinvenuto sul posto anche ulteriore munizionamento, in parte già esploso. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale di Piazzale Clodio, che ha disposto per la donna l’obbligo di dimora nel comune di Ladispoli.
Tre giorni di orrore in uno stabile abbandonato
La vicenda più grave della settimana richiede un salto di tono, perché la brutalità dei fatti lo impone. Una donna di 32 anni, di nazionalità colombiana, è rimasta segregata per tre giorni all’interno di uno stabile abbandonato di via Cesare Tallone, dove sarebbe stata ripetutamente vittima di violenza sessuale di gruppo da parte di più uomini, sotto minaccia di morte e in uno stato di alterazione indotto — secondo quanto ricostruito dagli investigatori — dalla somministrazione coatta di stupefacenti.
Secondo la ricostruzione degli agenti della IV Sezione della Squadra Mobile della Questura di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, la donna era arrivata nella Capitale una decina di giorni prima dell’episodio. La sera del 19 maggio, dopo una cena in un ristorante, sarebbe stata avvicinata da un uomo all’esterno del locale con la promessa di venderle una dose di hashish. Convinta a seguirlo, dopo trenta minuti di cammino si sarebbe ritrovata caricata a forza su un furgone e trasportata fino all’edificio abbandonato.
Solo al terzo giorno, all’ennesima violenza subita, la donna è riuscita a fuggire. Seminuda, ha fermato un passante che ha chiamato il 112. Trasportata d’urgenza al Policlinico Casilino, i medici hanno riscontrato evidenti segni fisici compatibili con la costrizione e uno stato di alterazione da stupefacenti. Le indagini hanno visto impegnati agenti del V Distretto Prenestino, della Squadra Mobile, della Polizia Scientifica e dell’Ufficio Immigrazione della Questura. Un blitz nello stabile ha portato all’identificazione di 22 cittadini stranieri irregolari: 11 sono stati colpiti da provvedimento di espulsione e trattenuti nei CPR di Ponte Galeria, Palazzo San Gervasio e Bari. Cinque uomini, riconosciuti dalla vittima in sede di ricognizione fotografica, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per violenza sessuale di gruppo aggravata. Le indagini proseguono.
Il blitz di Bravetta: dieci arresti e un arsenale di droga
Sul fronte del contrasto alla criminalità diffusa, la Compagnia Carabinieri di Roma Trastevere ha condotto un’operazione straordinaria nel quartiere Bravetta, in linea con le direttive del Prefetto di Roma Lamberto Giannini e il piano condiviso in seno al Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il bilancio è netto: dieci arresti, quattro denunce, sette segnalazioni alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti, 270 persone identificate, 110 veicoli controllati.

La droga sequestrata racconta da sola la portata dell’operazione: circa 109 grammi di cocaina, 124 di hashish, oltre 25 grammi di MDMA in cristalli, ketamina, marijuana, ecstasy e 2.595 euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio. Tra gli episodi più significativi, l’arresto di una coppia di 25 e 23 anni sorpresa all’interno di un camping in via Aurelia con un arsenale di stupefacenti misti; quello di un 37enne in via della Casetta Mattei, trovato anche in possesso di una pistola ad aria compressa priva del tappo rosso e inosservante di un foglio di via dal Comune di Roma; e quello di un 49enne romeno, arrestato per maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni della compagna convivente, trasferito nel carcere di Roma Regina Coeli. Da segnalare anche l’arresto di un 30enne salvadoregno, privo di patente, che ha minacciato verbalmente i militari durante il controllo: per lui è scattata l’accusa di resistenza a Pubblico Ufficiale.
Periferie sotto controllo: da Torre Maura a Torpignattara
Sempre nell’ambito del piano di monitoraggio delle periferie capitoline, le Stazioni Carabinieri di Roma Alessandrina e Torpignattara, supportate dalla Compagnia Roma Casilina, hanno condotto un servizio coordinato nei quartieri Alessandrino, Torre Maura, Casilino e Torpignattara: 45 persone identificate, 20 veicoli controllati, un arresto e tre denunce. Un 35enne tunisino è stato fermato fuori dalla propria abitazione in violazione degli arresti domiciliari cui era sottoposto: risponderà di evasione. Un 21enne peruviano è stato denunciato per inottemperanza all’ordine di espulsione emesso dal Questore di Viterbo. Un 20enne romano è stato fermato in auto con un coltello senza giustificato motivo. Un 62enne di Tivoli è stato bloccato in flagranza di furto all’interno di un punto vendita in largo Carlo Guzzi.

Una settimana che ha messo in luce quanto articolata e capillare sia l’attività quotidiana delle Forze dell’Ordine a Roma: dalla tutela della vita umana in una delle piazze più iconiche al mondo, fino al presidio dei quartieri che chiedono sicurezza e risposte concrete.




