È andata anche quest’anno, e meglio di quanto chiunque avrebbe potuto immaginare. Il Lamaland Cosplay & Games 2026 ha chiuso i battenti domenica 31 maggio lasciando dietro di sé una scia di entusiasmo, colori e — soprattutto — la consapevolezza che dietro a tutto questo c’è una storia che vale la pena raccontare fino in fondo.

Perché il Lamaland non nasce da grandi strutture organizzative, da budget milionari o da enti pubblici con anni di esperienza alle spalle. Nasce da un gruppo di ragazzi. Amici, prima di tutto, uniti dalla stessa passione per il cosplay e dalla convinzione che quella passione potesse diventare qualcosa di più grande. Qualcosa di utile.
Chi sono questi ragazzi? L’associazione Lama Cosplay
L’associazione si chiama Lama Cosplay e ha la sua base ad Anagni. Non è una sigla, non è un brand: è una comunità vera, costruita nel tempo da giovani che hanno scelto di mettere energia, creatività e — quando serviva — anche le proprie notti libere al servizio di un’idea. L’idea che il cosplay non sia solo divertimento, ma un potente strumento di inclusione sociale, capace di offrire a chiunque — timido o esuberante, esperto o alle prime armi — uno spazio in cui sentirsi accolto.
Il risultato di questa visione è sotto gli occhi di tutti: un evento che nell’edizione 2026 ha registrato presenze da tutta Italia, con partecipanti arrivati dalla Sicilia al Piemonte, e non solo. Un richiamo che ha esaurito in anticipo le strutture ricettive della zona e che ha trasformato Anagni, per due giorni, in una delle capitali italiane della cultura pop.
Due giorni da record: creatività, gaming e tanta umanità
Il programma del 30 e 31 maggio ha offerto esattamente quello che i fan si aspettavano e qualcosa in più. La gara cosplay ha acceso la platea con esibizioni di altissimo livello, dove ogni costume raccontava ore di lavoro, passione sartoriale e amore per i personaggi interpretati. I punti fotografici si sono trasformati in palcoscenici improvvisati, con scatti che già circolano sui social e che parlano da soli della qualità degli outfit in gara.
L’area gaming ha tenuto incollati alle postazioni tanto i veterani quanto chi si avvicinava per la prima volta, con tornei animati e momenti di gioco condiviso che sono l’essenza stessa dello spirito del Lamaland. Il mercato degli espositori — artigiani, creativi, realtà legate all’immaginario pop e fantastico — ha confermato di essere una delle anime più autentiche della manifestazione: non una fiera qualunque, ma un luogo dove l’ingegno incontra la fantasia.
Straordinari ed efficientissimi i servizi “Safety e antincendio” e di presidio sanitario con ambulanza, punti di riferimento nelle emergenze.


Presente all’evento anche la redazione di anagnia.com, che ha allestito una postazione dedicata alle interviste, raccogliendo le voci di tantissimi cosplayer giunti da ogni parte d’Italia. Artefice di questo lavoro è stato Andrea “Rockfort” Cesaritti, che con professionalità e il giusto piglio ha saputo entrare in sintonia con i protagonisti dell’evento, restituendo ai lettori del giornale uno spaccato vivace e autentico di questo mondo.
Oltre il cosplay: la lotta al bullismo e l'”Ascolto Attivo”
Ma ciò che distingue davvero Lama Cosplay dalle tante realtà del settore è la profondità del suo impegno sociale. L’associazione porta avanti da tempo una battaglia concreta contro il bullismo e il cyberbullismo, convinta che il cosplay — con la sua capacità di abbattere barriere e costruire comunità — possa essere uno strumento di cambiamento reale per i giovani.
Tra i progetti più significativi spicca “Ascolto Attivo”: uno spazio sicuro e completamente gratuito, aperto a chiunque ne abbia bisogno, con il supporto di psicologhe qualificate. Un servizio nato dalla convinzione che la salute mentale non debba essere un privilegio e che nessun ragazzo debba restare solo ad affrontare il disagio, l’emarginazione o la paura di non essere abbastanza.
In un’epoca in cui si parla molto di giovani in difficoltà e poco si fa di concreto, Lama Cosplay ha scelto la strada più difficile: quella dell’azione diretta, della presenza, dell’ascolto.
Un successo che appartiene a tutti loro






















Sarebbe riduttivo liquidare il Lamaland 2026 come “un evento riuscito”. Ciò che questi ragazzi hanno costruito è qualcosa di difficile da replicare: un’atmosfera genuina, un senso di appartenenza che i partecipanti portano a casa insieme ai ricordi delle fotografie e dei costumi. Anno dopo anno, con pazienza e determinazione, Lama Cosplay ha trasformato una passione condivisa in un punto di riferimento nazionale.
Per Anagni, i risvolti vanno ben oltre la giornata di festa. L’indotto economico generato dall’afflusso di visitatori — ristoranti, hotel, negozi, attività di ogni tipo — dimostra ancora una volta che la cultura pop può essere anche un motore di sviluppo territoriale. Ma più ancora dei numeri, resta il segnale che questa città sa esprimere: che i giovani, quando li si lascia fare, sanno sorprendere.
E Lama Cosplay, stavolta, si è superata.
Le immagini fotografiche di Diego Turri




































































