Un territorio sotto stretta sorveglianza, quello della provincia di Frosinone, dove nelle ultime settimane Carabinieri e Polizia di Stato hanno intensificato i controlli con una serie di operazioni che vanno dalla gestione dell’ordine pubblico durante gli eventi estivi fino al contrasto alla criminalità predatoria e finanziaria.
A Giuliano di Roma i Carabinieri della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà un uomo di 54 anni, originario della Capitale e già conosciuto agli inquirenti. I fatti risalgono alla tarda serata del 26 luglio, quando una pattuglia dell’Arma, impegnata in un servizio di vigilanza per garantire il regolare svolgimento di una festa in Piazza Narducci, ha notato l’uomo in evidente stato di alterazione, verosimilmente legato all’abuso di alcolici. Un volto tutt’altro che nuovo per i militari: nei suoi confronti pendeva infatti un divieto di ritorno nel comune, della durata di tre anni, disposto dal Questore di Frosinone nell’aprile 2024. Individuato dai militari, l’uomo ha tentato la fuga e ha opposto resistenza, guadagnandosi le accuse di resistenza a Pubblico Ufficiale, rifiuto di fornire le proprie generalità e inosservanza del foglio di via.
Poco distante, tra Frosinone e Alatri, l’attività di controllo del territorio condotta dalla Compagnia Carabinieri di Alatri si è tradotta in un arresto dagli sviluppi decisamente più concitati. Un uomo di 33 anni, residente nel Frusinate, ha forzato un posto di blocco innescando un inseguimento ad alta velocità lungo Viale Spagna, con gravi rischi per l’incolumità di altri automobilisti. La fuga, terminata in via delle Sodine, si è conclusa con l’abbandono del veicolo e un tentativo di dileguarsi a piedi, subito vanificato grazie al coordinamento tra la Centrale Operativa e l’Aliquota Radiomobile di Alatri. Per l’uomo, già colpito da un foglio di via obbligatorio che gli imponeva di non fare rientro nella zona, sono scattate le manette per resistenza a Pubblico Ufficiale e violazione della misura di prevenzione: veicolo sequestrato, patente ritirata e, su disposizione del Magistrato di turno, arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.
Non solo strada e piazze: a Sora la Polizia di Stato ha invece messo a segno un’indagine dai contorni più articolati, che tocca il mondo della nautica da diporto. I poliziotti del Commissariato di Sora, dopo la denuncia di una vittima, hanno ricostruito un giro di presunte condotte fraudolente ai danni di un cittadino che nel 2022 aveva concesso in uso il proprio yacht a un 67enne originario della Campania e residente nel Latinense, per lo svolgimento di attività di charter turistico, dietro pagamento di un canone mensile. Canoni mai versati, secondo la ricostruzione degli investigatori, e un contratto di compravendita presumibilmente falso che avrebbe permesso di far battere bandiera maltese all’imbarcazione, complicandone l’identificazione. Lo yacht si trova oggi a secco in un cantiere navale campano, in stato di progressivo deterioramento. L’uomo dovrà rispondere di appropriazione indebita, falsità materiale commessa da privato in atto pubblico, autoriciclaggio e truffa.
A completare il quadro sulla sicurezza del territorio arriva il bilancio mensile diffuso dal Questore della Provincia di Frosinone, che nel solo mese di luglio ha adottato 47 misure di prevenzione nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti socialmente pericolosi, al termine dell’istruttoria condotta dalla Divisione Anticrimine. Tra i provvedimenti spiccano due ammonimenti per condotte persecutorie ai danni delle rispettive ex compagne, 28 fogli di via, sei Avvisi Orali per soggetti dalla concreta pericolosità sociale e due proposte di Sorveglianza Speciale, che comportano prescrizioni stringenti su orari, luoghi frequentati e relazioni personali. A questi si aggiungono nove DACUR, i cosiddetti Daspo Willy, che vietano l’accesso e la permanenza nei pressi di locali pubblici e luoghi della movida, uno strumento pensato proprio per prevenire la reiterazione di comportamenti violenti nella vita notturna.
Un mosaico di episodi diversi tra loro che, letti insieme, restituiscono l’immagine di un presidio costante delle Forze dell’Ordine sul territorio della provincia di Frosinone, tra prevenzione, repressione e tutela della quiete pubblica.




