C’è un momento, nelle grandi giornate di sport, in cui il risultato passa in secondo piano e ciò che resta è qualcos’altro: il rumore delle staffette, le urla di incoraggiamento, i sorrisi dopo un percorso completato insieme. È esattamente quello che è successo al Campo Sportivo “G. Fraiegari” di Piglio, dove si è svolta la manifestazione finale dei Giochi della Gioventù, un appuntamento che ha trasformato un pomeriggio di gare in una vera festa di comunità.

Protagonisti della giornata gli alunni dei plessi di Piglio, Serrone, Trevi nel Lazio e Filettino, quattro realtà geograficamente distanti ma unite da un unico progetto educativo: l’Istituto Comprensivo “Ottaviano Bottini”. Proprio questa distanza, superata ogni giorno attraverso legami e percorsi condivisi, ha reso l’iniziativa ancora più significativa: le differenze tra i territori si sono trasformate in occasione di incontro e di crescita reciproca.
L’evento è stato patrocinato e promosso dal Comune di Piglio, grazie all’impegno del Consigliere Delegato allo Sport Marco Mapponi e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Lucia Ceccaroni, che hanno seguito l’organizzazione confermando la vicinanza dell’amministrazione al mondo della scuola e delle nuove generazioni.

Ad aprire la manifestazione è stato il Sindaco Mario Felli, con un messaggio rivolto direttamente agli studenti: un invito a vedere nello sport non solo competizione, ma strumento di inclusione, crescita personale e formazione del carattere. Un ringraziamento, il suo, esteso alla scuola, alle famiglie e a tutti coloro che hanno reso possibile l’iniziativa.

A testimoniare il valore istituzionale dell’appuntamento era presente anche la Dirigente Scolastica Sabrina Morrea, insieme a Luigi Romani, Delegato CONI per la Provincia di Frosinone, la cui partecipazione ha conferito alla giornata un riconoscimento che va oltre i confini del singolo comune.
Sul campo, a garantire il buon andamento delle attività sportive, la professionalità dei docenti di Educazione Fisica dell’Istituto e dell’ASD Scalambra Serrone, rappresentata da Stefano Montesanti. Tra staffette, percorsi di abilità e giochi di squadra, i ragazzi hanno dato prova di fair play e spirito di collaborazione. Sullo sfondo, silenziosa ma indispensabile, la rete di supporto assicurata dai volontari della Protezione Civile, della Croce Rossa Italiana e del Servizio Civile, che hanno presidiato l’intera giornata garantendo assistenza, sicurezza e supporto logistico.

Il risultato è stato qualcosa di più di una semplice manifestazione sportiva scolastica. I Giochi della Gioventù si sono rivelati uno di quei momenti capaci di dimostrare — concretamente, senza retorica — come scuola, istituzioni, associazionismo e volontariato possano lavorare nella stessa direzione. E come, quando questo accade, lo sport diventi davvero uno strumento per costruire comunità e formare cittadini.




