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    Il riscatto della memoria: da Castro dei Volsci alla Camera dei Deputati nel nome delle vittime del 1944

    domani mattina nel borgo ferito prende il via la Prima Marcia delle Donne. Il diciotto giugno la svolta storica a Roma con il docufilm sulle marocchinate accolto in Parlamento
    5 Giugno 20265 Mins Read
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    foto di Gioia Onorati
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    Le ferite impresse sulla pietra dei borghi e nella carne delle donne della Ciociaria non si cancellano, ma a distanza di ottantadue anni da quel drammatico maggio del 1944, quel dolore si trasforma finalmente in un coro potente di riscatto civile e istituzionale. Il territorio del Basso Lazio si stringe intorno al dovere della memoria per rendere giustizia alle migliaia di vittime delle violenze selvagge perpetrate dalle truppe coloniali francesi, passate alla storia con il termine doloroso di marocchinate. Una ferita rimasta a lungo chiusa nel silenzio pudico delle case contadine e che ora, grazie a un percorso di memoria attiva, trova la forza di camminare per le strade dei paesi feriti e di varcare, per la prima volta in assoluto, le porte del Parlamento italiano.

    Il lungo fine settimana dedicato al ricordo ha preso le mosse proprio in queste ore al Parco Urbano di Pofi, dove si è appena concluso l’incontro inaugurale inserito nella cornice del Festival dei Viandanti. Il pubblico ha assistito alla presentazione del libro intitolato Donne e Uomini Pace e Guerra, scritto dalla professoressa Fiorenza Taricone, un’opera che ha offerto le prime coordinate storiche e sociali necessarie a comprendere la complessità e la profondità dei traumi bellici legati al genere, preparando il terreno emotivo per l’appuntamento più atteso e comunitario, previsto per le prime ore di domani.

    Il cuore pulsante del ricordo batterà infatti domattina, sabato sei giugno, tra i vicoli in pietra di Castro dei Volsci, uno dei centri più colpiti dalle devastazioni e dalle violenze della seconda guerra mondiale. A partire dalle ore dieci, i cittadini e i visitatori si raduneranno in Piazza IV Novembre per dare vita alla prima storica edizione della Marcia delle Donne. Concepita come una vera e propria azione performativa che ricalca lo spirito pacifico e profondo delle grandi marce della pace, la camminata collettiva attraverserà l’intero borgo ciociaro. Il corteo si snoderà silenzioso e fiero fino a raggiungere il suggestivo e celebre Monumento alla Mamma Ciociara, la scultura che domina la vallata e che da decenni simboleggia il corpo violato ma mai domo delle madri del territorio che cercarono di difendere le proprie figlie dalla furia dei soldati.

    La partecipazione alla marcia di domani non sarà una semplice presenza passiva, poiché gli organizzatori hanno invitato ogni partecipante a compiere un gesto simbolico e intimo. Ciascuno porterà con sé un fiore di campo raccolto sulle nostre colline, oppure una lettera, una poesia o un semplice pensiero scritto su carta da deporre direttamente ai piedi della statua. Sarà un modo per restituire un nome e una carezza a quelle donne che per decenni hanno portato il peso del disonore della guerra sulle proprie spalle. La manifestazione, curata nei minimi dettagli dalla Compagnia teatrale Errare Persona sotto la guida sapiente della direttrice artistica Damiana Leone, è aperta a chiunque senta il bisogno di condividere un momento di riflessione comune o una testimonianza familiare.

    Questa mobilitazione popolare che parte dal basso e si radica profondamente nella terra ciociara non è però destinata a esaurirsi tra le mura dei nostri paesi, poiché il cammino della memoria è pronto a compiere un salto di portata storica verso il riconoscimento delle istituzioni nazionali. Il prossimo giovedì diciotto giugno, alle ore quindici, il dibattito si sposterà a Roma, nell’autorevole cornice dell’Auletta dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. L’incontro, incentrato sul tema del dovere della memoria e sugli stupri di guerra nel maggio del 1944 nel Basso Lazio, è stato fortemente voluto e organizzato dall’onorevole Ilaria Fontana in stretta collaborazione con la stessa compagnia teatrale ciociara.

    Si tratta di un evento che definire epocale non è un’esagerazione giornalistica, in quanto rappresenta il primo momento commemorativo mai realizzato in sede parlamentare sia in Italia che in Europa dedicato specificamente alla piaga dello stupro di guerra subito da una nazione intera. Il Parlamento aprirà ufficialmente le sue porte a un capitolo storico volutamente dimenticato per troppo tempo dai libri di testo scolastici. Durante l’incontro, aperto al pubblico previa registrazione obbligatoria entro il quattordici giugno, verrà proiettato il prezioso documentario intitolato Le Marocchinate del ’44, una pellicola che raccoglie voci, sguardi e ricostruzioni scientifiche di quei giorni di terrore.

    Al tavolo dei relatori, oltre all’onorevole Ilaria Fontana, siederanno numerosi sindaci del territorio del sud del Lazio, a testimonianza di una ferita condivisa da decine di municipi della provincia. Interverranno inoltre lo storico Tommaso Baris e la stessa professoressa Fiorenza Taricone, volti e menti del docufilm, insieme a Vittoria Tola, responsabile nazionale dell’UDI, l’Unione donne italiane. Quest’ultima ricorderà l’opera fondamentale di Maria Maddalena Rossi, una delle ventuno madri della Costituente che negli anni del dopoguerra lottò strenuamente per i diritti civili delle donne e divenne la paladina della battaglia parlamentare per il riconoscimento dei risarcimenti economici alle vittime delle marocchinate.

    Tutto il ciclo di eventi gode del sostegno economico e istituzionale del progetto Officina Culturale Errare Persona, promosso dalla Regione Lazio per il potenziamento delle officine culturali e sociali, e fa parte del programma Invisibili, sostenuto dal MIC per il teatro urbano e sociale, con la cura della documentazione visiva affidata agli scatti fotografici della professionista Gioia Onorati. Per la Ciociaria intera, la giornata di domani e la successiva trasferta romana non sono solo un tributo dovuto a chi ha sofferto, ma l’occasione irripetibile per trasformare il silenzio in orgoglio e per gridare che la memoria di queste terre è un patrimonio vivo della nazione.

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