La tradizionale Infiorata del Corpus Domini ha saputo rinnovarsi profondamente, trasformando – ieri, domenica 7 giugno 2026 – il cuore del centro storico in un palcoscenico di condivisione. Quest’anno l’evento ha abbandonato la classica frammentazione dei singoli quadri floreali per dare vita a un’unica grande opera collettiva lungo il Corso, un lunghissimo tappeto colorato che ha unito idealmente e materialmente l’intera cittadinanza, dai vicoli più nascosti fino alla maestosa Cattedrale di Anagni.

Il colpo d’occhio per i tantissimi visitatori e fedeli è stato eccezionale: un fiume di petali, profumi e sfumature che ha ridisegnato l’urbanistica medievale della città papale. Dietro questa meraviglia visiva si è celato un monumentale sforzo organizzativo che ha visto una comunità intera lavorare spalla a spalla per tutta la notte precedente, dimostrando come la tradizione possa diventare il collante sociale più potente di un territorio.
Il successo del lavoro di squadra nelle parole degli organizzatori
La splendida riuscita della manifestazione è stata il frutto diretto di un grande lavoro di squadra. Una macchina organizzativa complessa che ha saputo muoversi con sinergia ed entusiasmo, raccogliendo il plauso unanime di residenti e turisti.
“L’Infiorata non è stata soltanto un evento, ma il segno concreto di una comunità viva, capace di lavorare insieme, valorizzando il contributo di ciascuno e testimoniando con gioia la propria fede”
Questo il commento a caldo, colmo di gratitudine, espresso dai promotori dell’iniziativa. Un ringraziamento speciale e unanime è stato rivolto al Comitato organizzativo, al Comune, alla Pro Loco, alla Società Operaia, al CSM e a tutte le realtà associative che hanno offerto il proprio prezioso contributo sul campo.
La forza dell’evento è risieduta proprio nella sua capillarità. Il progetto è stato sostenuto con generosità dai volontari delle parrocchie, dalle contrade storiche, ma anche dal tessuto commerciale locale, come i forni, i bar e i negozianti della zona. A lasciare il segno più profondo sono state però le persone comuni: donne, uomini, gli anziani custodi delle antiche tradizioni e una bellissima presenza di giovani e bambini. Con pazienza e spirito di servizio, tutti hanno dedicato tempo ed energie alla preparazione dei tappeti floreali, trasformando le strade in una galleria d’arte a cielo aperto e offrendo una straordinaria testimonianza di appartenenza.
L’omelia dell’arcivescovo Santo Marcianò: memoria, dignità e il valore dell’umano
Il momento culminante della giornata religiosa è stato toccato durante la Solenne Celebrazione in Cattedrale di Anagni, seguita dalla tradizionale processione. Nella sua profonda e articolata omelia, l’arcivescovo Santo Marcianò ha offerto alla comunità una serie di riflessioni di grande attualità, partendo dal valore centrale del “ricordo”. Il presule ha ricordato come questa festa, nelle contrade e nei paesi, sia tra le più sentite della pietà popolare, capace di colorarsi ancora di canti e fiori.

L’arcivescovo Santo Marcianò ha sottolineato il significato profondo del cammino della processione dietro Gesù Eucaristia, spiegando che percorrere le strade della città rappresenta una metafora delle strade del mondo, dove i cristiani sono chiamati a vivere e a portare le proprie storie, fatiche e speranze. Citando il magistero dei Pontefici, da Benedetto XVI fino alle recenti encicliche di Leone XIV, l’arcivescovo ha collegato il mistero del Corpo di Cristo alle grandi contraddizioni del mondo contemporaneo.
Il focus si è poi spostato sul tema del cibo, analizzato sia nella piaga sociale degli sprechi alimentari e della fame, sia in chiave metaforica, interrogandosi su cosa la società contemporanea “ingerisca” oggi attraverso gli occhi, i desideri, le dipendenze e l’uso delle nuove tecnologie. Santo Marcianò ha richiamato il forte monito di Papa Leone contro il rischio di una tecnologia che possa invadere, sostituire o soggiogare l’umano, creando nuove povertà ed esclusione. Al contrario, il messaggio emerso è quello di una Chiesa che, nutrita dall’Eucaristia, deve custodire i legami sociali e restituire voce agli invisibili, rimettendo al centro la dignità della persona anche nel tempo dell’Intelligenza Artificiale.
Il Pastore si è detto infine profondamente colpito dalla straordinaria partecipazione popolare e dalla sfolgorante bellezza dei tappeti floreali, esprimendo i suoi più vivi complimenti a tutti i cittadini. Con le coperte stese ai balconi, i suoni della festa e i profumi dei petali calpestati durante il percorso, Anagni ha dimostrato di saper guardare al futuro senza perdere la propria anima, dando appuntamento al prossimo anno con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di camminare insieme.




