Nelle scorse ore, un’imponente e coordinata serie di operazioni ha visto scendere in campo le Forze dell’Ordine in un perimetro d’azione che ha abbracciato l’intera provincia di Roma. Un vero e proprio muro di legalità alzato a protezione dei cittadini, che ha svelato scenari sommersi e talvolta grotteschi. Dalla movida senza regole nei quartieri della Capitale, passando per le centrali dello spaccio casalingo nella periferia, fino ad arrivare alle piste internazionali della criminalità, il monitoraggio del territorio ha assestato colpi durissimi all’illegalità diffusa e al degrado urbano.

Il caso più eclatante sul fronte della sicurezza pubblica si è consumato nella zona di Capannelle. Gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, impegnati nei consueti controlli del fine settimana dedicati alla movida, si sono trovati di fronte a una situazione ad altissimo rischio. All’interno di un circolo sportivo era stata allestita una discoteca abusiva in piena regola. Al momento del blitz, coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, circa 1.200 ragazzi stavano ballando accalcati intorno a una grande piscina, completamente priva di barriere protettive o cartelli di pericolo. Una tragedia sfiorata, se si considera la totale assenza di licenze di pubblico spettacolo, certificati di agibilità e barriere acustiche. I caschi bianchi hanno fatto defluire la folla in sicurezza e hanno apposto i sigilli alla struttura, denunciando il gestore, un italiano di 26 anni, a cui è stata comminata anche una multa da 5.000 euro per la somministrazione abusiva di drink e cibo.

Nelle stesse ore, la lotta all’abusivismo commerciale e al degrado stradale si è spostata nei nodi nevralgici della mobilità cittadina. Il Comando Generale di via della Consolazione ha disposto due interventi mirati che hanno portato al sequestro di oltre quattromila articoli illegali e a sanzioni per 40.000 euro. Alla Montagnola, il Gruppo S.P.E. (Sicurezza Pubblica Emergenziale), insieme al Gruppo VIII Tintoretto, ha smantellato due banchi di vendita fantasma nel mercato di via Pico della Mirandola. Nel pomeriggio, lo scenario si è ripetuto nel piazzale della stazione Anagnina. Qui, un mercato spontaneo alimentato dai rifiuti sottratti dai cassonetti è stato spazzato via grazie al supporto dei mezzi dell’AMA. Gli agenti del VII Gruppo Tuscolano hanno sequestrato profumi contraffatti, abbigliamento intimo e scarpe, rimuovendo dalle strade circa una tonnellata di immondizia destinata alla vendita illegale.

Parallelamente, la Polizia di Stato ha inferto due pesanti colpi al mercato degli stupefacenti. Nel cuore residenziale del quartiere Eur, gli investigatori del IX Distretto Esposizione hanno fatto irruzione in un appartamento notato per un sospetto e continuo via vai. All’interno, i poliziotti hanno scoperto una vera e propria tavola imbandita per lo spaccio: al posto di piatti e posate, il tavolo del soggiorno ospitava bilancini di precisione, buste di plastica e cocaina pura. Uno dei due occupanti ha tentato invano di lanciare cento grammi di droga in un vaso sulle scale, mentre il complice cercava di tirare lo sciacquone del bagno. Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati 15.000 euro in contanti e uno scanner professionale capace di intercettare le frequenze radio delle forze di polizia. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto dei due uomini, disponendo la custodia cautelare in carcere.
Lo spaccio di stupefacenti assume invece i contorni di un’impresa familiare a Campagnano, alle porte di Roma. Gli agenti della Squadra Mobile capitolina hanno smantellato un family business gestito da un uomo di 52 anni e da suo figlio di 23 anni. La loro proprietà era diventata un hub logistico della droga, con oltre 42 chili di sostanze nascosti ovunque: tra gli elettrodomestici in cucina, in un capanno metallico e persino in una casetta di legno in giardino. Gli investigatori hanno sequestrato anche due roner da cucina, sofisticati strumenti per la cottura a bassa temperatura che i due utilizzavano per stabilizzare l’acqua e ottimizzare la maturazione chimica della droga, aumentandone la purezza.
Sulle strade del centro storico, invece, la furbizia non è bastata a evitare i guai a un automobilista di 61 anni. L’uomo è stato intercettato in via Urbana dal GPIT (Gruppo Pronto Intervento Traffico) della Polizia Locale mentre superava il varco della ZTL a bordo di una Smart con il portellone posteriore completamente abbassato per nascondere la targa alle telecamere. Per lui è scattata una denuncia penale per occultamento di targa, oltre al fermo amministrativo del mezzo. Un espediente, quello del portellone aperto o delle lettere alterate con lo scotch, già intercettato oltre cento volte dall’inizio dell’anno dal I Gruppo Centro.
A Montespaccato si è sfiorata la follia urbana. Un romano di 48 anni, affacciato alla finestra della sua abitazione tra via Antonio Pane e via Gattinara, si è improvvisato cecchino sparando con un fucile ad aria compressa. I colpi hanno centrato due dodicenni che camminavano in strada, feriti fortunatamente in modo lieve all’inguine e al braccio. L’immediato intervento dei Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato e del Nucleo Operativo della Compagnia Roma-Trastevere ha permesso di individuare la traiettoria dei piombini e fare irruzione nella casa dell’uomo. Oltre ai due fucili ad aria compressa, i militari hanno scovato nell’appartamento 160 grammi di hashish già divisi in dosi, trasformando il folle gesto del quarantottenne in un arresto immediato per lesioni e spaccio.
Il raggio d’azione della sicurezza si è esteso infine fino allo scalo aeroportuale Leonardo da Vinci di Fiumicino, dove i Carabinieri della Stazione Fiumicino Aeroporto hanno dichiarato guerra al trasporto pubblico abusivo nei pressi del Terminal 3. Dieci autisti sono stati sanzionati per un totale di 21.500 euro: due erano professionisti N.C.C. irregolari, mentre altri otto erano abusivi totali per i quali è scattato il Daspo urbano con l’allontanamento dallo scalo.
La giornata si è chiusa con un successo internazionale per il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma. In stretta collaborazione con la Procura della Repubblica di Roma e l’Interpol, i militari hanno catturato quattro latitanti internazionali. Tra questi spicca una cittadina tunisina di 39 anni, colpita da una Red Notice internazionale. La donna, proprietaria di un asilo nido in Tunisia, era ricercata per reati gravissimi commessi su minori, tra cui maltrattamenti e complicità in violenze sessuali su un bimbo di soli tre anni. Localizzata in un domicilio romano grazie a sofisticate attività di intelligence, la donna è stata rinchiusa nel carcere di Rebibbia in attesa di estradizione. Poco dopo, a Pomezia, le manette sono scattate anche per un cittadino slovacco ricercato in patria per sequestro di persona. Un bilancio imponente che restituisce il polso di un territorio presidiato metro per metro.




