Qualcosa si muove, finalmente, attorno allo stabilimento Stellantis di Cassino. Dopo mesi di incertezze, annunci rinviati e una crisi del settore automotive che ha tenuto con il fiato sospeso migliaia di lavoratori e le loro famiglie, arrivano segnali concreti dal Piano Italia del gruppo automobilistico. Il nuovo amministratore delegato Antonio Filosa ha confermato la centralità del sito produttivo laziale nelle strategie industriali di Stellantis, annunciando il lancio di nuove produzioni a marchio Alfa Romeo e l’arrivo della Maserati Grecale nello stabilimento di Piedimonte San Germano. Notizie che a Frosinone e dintorni si aspettavano da tempo, e che ora la Regione Lazio accoglie con cauto ottimismo.

Il primo a commentare è stato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che affida a Facebook una dichiarazione che suona come un sospiro di sollievo, ma anche come un monito. Gli annunci di Stellantis, scrive Rocca, sono il risultato di «un lavoro costante» portato avanti dalla Regione insieme al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, con l’obiettivo di riportare il sito di Cassino al centro delle strategie industriali del Gruppo. Un lavoro silenzioso, condotto nei tavoli istituzionali e nei corridoi ministeriali, che ora comincia a produrre i suoi frutti. Ma Rocca non si lascia andare all’entusiasmo incondizionato: «Ora è fondamentale consolidare questo percorso», avverte, «trasformando gli impegni annunciati in investimenti, volumi produttivi e certezze per il futuro dello stabilimento e dei lavoratori».

Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, che articola la posizione istituzionale con maggiore dettaglio. «Accogliamo con favore le indicazioni emerse dal Piano Italia di Stellantis», dichiara Angelilli, sottolineando come la conferma della centralità del sito laziale, il lancio delle nuove produzioni Alfa Romeo e l’annuncio della Maserati Grecale rappresentino «segnali importanti per il territorio e per l’intero comparto automotive regionale». La vicepresidente riconosce il valore degli annunci, ma usa parole precise quando afferma che «si tratta di un primo passo nella giusta direzione», non di un traguardo raggiunto.
Quello che emerge dalle dichiarazioni della Regione Lazio è un quadro di dialogo istituzionale intenso, costruito nel tempo attraverso il confronto con il Governo, con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con le organizzazioni sindacali e con i vertici aziendali. Un lavoro corale che ha contribuito, secondo la lettura regionale, a orientare le scelte strategiche di Stellantis verso una valorizzazione del sito di Cassino. Ma la cautela rimane d’obbligo: gli annunci industriali, si sa, non sempre si traducono in fatti concreti, e il settore automotive ha conosciuto negli ultimi anni troppe promesse rimaste sulla carta.
Per questo motivo, Angelilli insiste sulla necessità di «un percorso chiaro e verificabile» che assicuri «prospettive industriali stabili e tutele occupazionali» non solo per i lavoratori diretti dello stabilimento, ma anche per l’indotto, quella rete di aziende fornitrici e artigianali che ruota attorno alla fabbrica e che costituisce una parte essenziale del tessuto economico della provincia di Frosinone. Un sistema produttivo che, nei momenti di difficoltà dello stabilimento principale, ha sofferto in misura uguale se non maggiore, e che ora guarda agli annunci di Stellantis con la stessa speranza mista a diffidenza che caratterizza chi ha già vissuto cicli di crisi e rilancio.
A dare concretezza operativa all’impegno della Regione, il prossimo lunedì 22 giugno è stato convocato un tavolo tecnico con le parti sociali. Un appuntamento che servirà a tradurre gli annunci in un confronto strutturato, con l’obiettivo dichiarato — nelle parole di Angelilli — di fare in modo che Cassino «continui a rappresentare un punto di riferimento strategico per l’automotive italiano ed europeo». Sul tavolo ci saranno i dettagli del piano industriale, le tempistiche delle nuove produzioni, le garanzie occupazionali e le prospettive dell’indotto: tutti i nodi che dovranno essere sciolti prima che gli annunci di oggi diventino la realtà di domani.




