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    Home » Roma si tinge d’arcobaleno: decine di migliaia in piazza per il Roma Pride 2026; una festa anche per le famiglie
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    Roma si tinge d’arcobaleno: decine di migliaia in piazza per il Roma Pride 2026; una festa anche per le famiglie

    il corteo "La Repubblica è di chi la abita" ha attraversato la Capitale da piazza della Repubblica alle Terme di Caracalla: presenti come ambassador le cantanti Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario
    21 Giugno 20265 Mins Read
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    Roma ieri ha indossato il suo abito più colorato. Bandiere arcobaleno sventolate al vento, bolle di sapone che danzavano sopra le teste della folla, musica a tutto volume uscita dai trenta carri allegorici: il Roma Pride 2026 ha riportato nel cuore della Capitale decine di migliaia di persone, in una giornata che ha mescolato festa, emozione e rivendicazione sotto lo slogan scelto per questa edizione, “La Repubblica è di chi la abita”.

    Il corteo è partito nel primo pomeriggio da piazza della Repubblica, punto di raccolta storico della manifestazione organizzata dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Ad aprire la sfilata, sul primo carro, le tre ambassador ufficiali dell’edizione 2026: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario, che con la loro presenza hanno confermato il legame sempre più stretto tra musica leggera italiana e battaglie per i diritti civili. Accanto a loro, in prima fila, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha indossato la fascia tricolore per accompagnare il corteo lungo l’intero percorso. Il primo cittadino ha ribadito come la legislazione italiana resti indietro rispetto ai principi sanciti dalla Costituzione, sottolineando che la giornata aveva insieme un valore di festa e di battaglia politica, necessaria finché non sarà raggiunta la piena parità di diritti indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

    Tra i tanti esponenti politici presenti, l’eurodeputato del Partito Democratico Alessandro Zan ha ricordato ai cronisti come il Pride rappresenti uno spazio in cui ogni persona può semplicemente esistere, denunciando le difficoltà che negli ultimi anni il governo avrebbe creato per le famiglie arcobaleno e per le persone transgender, richiamando l’articolo 3 della Costituzione sul dovere della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini.

    A regalare uno dei momenti più emozionanti della giornata è stato l’arrivo, non annunciato in precedenza, della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha raggiunto il corteo all’altezza del Colosseo. La folla l’ha accolta con calore, tra richieste di selfie, applausi e abbracci, in uno dei passaggi più sentiti dell’intero pomeriggio.

    Non sono mancati i momenti di colore puro, capaci di restituire tutta la fantasia creativa che da sempre caratterizza la manifestazione: tra i carri più fotografati, quello del collettivo Gender X, che ha esposto sagome capovolte di alcune figure pubbliche internazionali, scelta scenica accompagnata da cartelli ironici e da slogan dissacranti che hanno strappato sorrisi e applausi lungo tutto il tragitto. Spazio anche alla tenerezza, con il tradizionale “trenino bianco” di Famiglie Arcobaleno, tra genitori, nonni e bambini con palloncini rosa, a ricordare che, semplicemente, è l’amore a costruire una famiglia.

    Il nostro giornale era presente lungo il percorso, documentando con numerosi scatti l’energia, i colori e i volti di una giornata vissuta con entusiasmo da migliaia di persone arrivate a Roma da ogni parte d’Italia.

    La giornata non è stata però priva di due momenti di tensione. In due distinte occasioni, qualcuno ha spruzzato dello spray urticante in direzione del carro di Gender X, provocando un breve fuggi-fuggi tra i partecipanti più vicini: il primo episodio si è verificato poco prima della partenza del corteo, nei pressi di piazza della Repubblica, il secondo alcune ore più tardi, nei pressi del Colosseo. In quest’ultimo caso, tra le persone investite dal getto irritante c’era anche la cantante Levante, che in quel momento si stava intrattenendo con alcuni fan a bordo strada. Gli organi di sicurezza presenti sono intervenuti rapidamente per riportare la calma e individuare il responsabile, mentre il corteo, dopo qualche istante di smarrimento, ha ripreso il suo cammino senza che l’episodio compromettesse lo spirito della giornata.

    Un capitolo a parte merita la presenza di Keshet Italia, l’associazione Lgbtqia+ della comunità ebraica romana, che dopo settimane di tensioni con il coordinamento del Pride ha potuto sfilare grazie a una mediazione condotta proprio dal Comune di Roma e dal sindaco Gualtieri, segno che anche le fratture più delicate possono trovare, con dialogo e pazienza, una ricomposizione.

    Molti i partecipanti provenienti dalla provincia di Frosinone, a testimonianza di un territorio sempre più presente e sensibile rispetto ai temi dell’inclusione, dei diritti e della partecipazione civile. Non si tratta soltanto di una presenza numerica significativa, ma di un segnale concreto di maturità sociale e culturale, che vede cittadini, associazioni e realtà produttive unirsi in un contesto condiviso di confronto e visibilità.

    Tra loro si è distinta anche una delegazione dello stabilimento della Novo Nordisk di Anagni, realtà industriale di primo piano nel settore farmaceutico, che da tempo si contraddistingue per politiche aziendali orientate all’inclusione, al rispetto delle diversità e alla valorizzazione della persona. La partecipazione attiva dei dipendenti non è casuale, ma si inserisce in un percorso più ampio promosso dall’azienda, che punta a costruire ambienti di lavoro equi, accoglienti e privi di discriminazioni.

    In questo senso, la presenza della delegazione assume un valore simbolico e concreto al tempo stesso: da un lato rappresenta l’impegno interno dell’azienda nel promuovere una cultura inclusiva tra i propri collaboratori; dall’altro testimonia la volontà di portare tali valori anche all’esterno, contribuendo al dibattito pubblico e sostenendo iniziative che favoriscono il riconoscimento dei diritti e della dignità di ogni individuo.

    Il corteo si è sciolto poco prima del tramonto in viale delle Terme di Caracalla, dove da settimane la Pride Croisette ospita concerti, talk e momenti culturali gratuiti aperti a tutta la cittadinanza. Mentre il sole calava sulle vestigia dell’antica Roma, migliaia di persone hanno continuato a ballare e cantare, portando ancora per qualche ora quella sensazione, rara e preziosa, di una città che per un giorno si è sentita davvero di chi la abita.

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