C’è un’Europa che non si studia sui libri, ma si vive. La si tocca con mano attraverso un castello medievale nella nebbia dei Carpazi, una lezione condotta in inglese con compagni di classe che parlano un’altra lingua, una danza tradizionale imparata insieme nel cortile di una scuola straniera. È questa l’Europa che hanno incontrato gli studenti e i docenti del Convitto Nazionale Regina Margherita di Anagni, protagonisti di una mobilità Erasmus+ che si è svolta dal 31 maggio al 6 giugno 2026 a Moreni, in Romania.
L’esperienza, promossa nell’ambito di un progetto dedicato alla cooperazione europea, al dialogo interculturale e alla valorizzazione del patrimonio culturale condiviso, ha coinvolto studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado, del Liceo Linguistico e del Liceo delle Scienze Umane, accompagnati da quattro docenti: le professoresse Nicoletta Del Monte e Maria Ambrosetti in qualità di accompagnatrici, e le professoresse Eurosia Civitella e Matilde Baldi impegnate in un percorso di job shadowing. A guidare il gruppo, il Dirigente Scolastico Marcello Bianchi.

La scuola ospitante è stata il Colegiul National “Ion Luca Caragiale” di Moreni, istituto di riferimento della zona, che ha accolto la delegazione italiana in un clima di apertura e reciproca curiosità. Il programma si è aperto con una visita culturale a Bran e Brașov, due tra i luoghi più suggestivi della Transilvania: il celebre Castello di Bran — entrato nell’immaginario collettivo come il “Castello di Dracula” — e il centro storico di Brașov hanno offerto ai ragazzi una prima, vivida immersione nella storia e nell’identità rumena, tra influenze gotiche, sassoni e valacche che si stratificano nei secoli.

Le giornate successive sono state dedicate ad attività didattiche condotte interamente in lingua inglese, con al centro temi di grande attualità: la cittadinanza globale, la competenza interculturale e il multilinguismo. Lezioni, presentazioni e lavori collaborativi hanno messo fianco a fianco studenti italiani e rumeni, chiamati a confrontarsi, a raccontarsi e a costruire insieme una visione comune dell’Europa di oggi. Un’occasione rara, in cui l’aula si è trasformata in un laboratorio di idee e di incontro.

Particolarmente significativa è stata la visita alla Facoltà di Musica di Târgoviște, che ha aperto ai partecipanti le porte di una realtà universitaria internazionale, mostrando come le arti possano essere strumento privilegiato di dialogo tra culture diverse. La stessa Târgoviște, antica capitale della Valacchia, ha regalato al gruppo una passeggiata tra i monumenti di una città che porta ancora impresso, nelle pietre e nei viali, il segno del suo passato glorioso.

Tra i momenti più coinvolgenti della settimana, le attività dedicate alle tradizioni popolari rumene: canti e danze tipiche hanno rotto ogni distanza residua, trasformando la diversità in un’occasione di festa condivisa. Il programma si è chiuso con una visita a Bucarest, dove i ragazzi hanno potuto esplorare alcuni dei luoghi più rappresentativi della capitale — tra storia, architettura e vita contemporanea — portando a casa uno sguardo più ampio e più ricco su un Paese spesso ancora poco conosciuto.

A tirare le somme di un’esperienza che ha lasciato il segno è lo stesso istituto anagnino, che esprime gratitudine alla scuola ospitante, ai docenti coinvolti e alle famiglie che hanno sostenuto il progetto. Nella convinzione, condivisa da tutti i partecipanti, che Erasmus+ non sia soltanto un programma di scambio, ma un investimento concreto sul futuro dei giovani cittadini europei.




