Qui il tempo sembra essersi fermato, e il respiro della storia millenaria si fonde con la bellezza selvaggia della natura. Uno di questi è senza dubbio il suggestivo Castello dell’Abbadia, l’imponente fortezza medievale che scruta il corso del fiume Fiora e custodisce i tesori del Museo archeologico di Vulci, nella Maremma laziale. Proprio tra queste pietre cariche di memoria si consumerà un affascinante cortocircuito culturale. Nei fine settimana compresi tra il 4 e il 12 luglio 2026, questo straordinario sito archeologico diventerà il cuore pulsante del Festival Vulci 2026, un ambizioso progetto curato dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della Cultura. L’obiettivo dell’iniziativa è far dialogare il glorioso passato etrusco e romano con i linguaggi multimediali e le arti performative del presente, offrendo un ricco cartellone di spettacoli totalmente gratuiti e adatti a un pubblico di ogni età.

Il festival, che celebra il nuovo corso di valorizzazione territoriale intrapreso dopo i cinquant’anni di attività del museo, è realizzato dall’Associazione Culturale Fuori Contesto Aps con il patrocinio dei Comuni di Canino e Montalto di Castro, in collaborazione con importanti realtà come Hubstract – Made For Art, la Fondazione Vulci e la Proloco Caninese, grazie al contributo della Regione Lazio e alla sponsorizzazione di Comal. La manifestazione si distingue per una forte attenzione alle tematiche sociali contemporanee, come il contrasto alla violenza di genere, l’inclusione della disabilità e il rafforzamento dell’identità comunitaria. La rassegna proporrà anche due produzioni originali create appositamente per gli spazi della fortezza, capaci di trasformare la ricerca scientifica in pura emozione visiva e narrativa.

La maratona artistica prenderà il via nel pomeriggio di sabato 4 luglio con il debutto di Guerrieri di polvere, una visita narrata itinerante scritta a quattro mani con l’archeologa Marta Rivaroli e liberamente tratta dagli scritti dello storico scienziato Sergio Paglieri. La performance racconterà la vita quotidiana all’interno del maniero alla fine degli anni Cinquanta, legando i reperti archeologici alle storie delle persone reali che li hanno scoperti e protetti. A seguire, le mura della fortezza si trasformeranno nella mappa geografica di un mondo cavalleresco con Orlando al Castello, uno spettacolo itinerante per famiglie interpretato da Jessica Bertagni e Danilo Turnaturi, che guideranno gli spettatori nel parco circostante seguendo la celebre lettura che Italo Calvino diede dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.
Il giorno successivo, domenica 5 luglio, il tardo pomeriggio sarà dedicato ai più piccoli con una divertente e dinamica rilettura della celebre fiaba del Gatto con gli stivali di Charles Perrault, incentrata sulla forza dell’ingegno e della fantasia. Con il calare del sole l’atmosfera si farà più intima e riflessiva grazie a Come mi vesto, uno spettacolo firmato da Emilia Martinelli e Tiziana Scrocca che vedrà in scena la stessa Scrocca insieme a Chiara De Bonis. Attraverso un suggestivo rito di svestizione dagli stereotipi e dai pregiudizi sociali, la performance utilizzerà i frammenti di antichi racconti popolari per invitare il pubblico ad abitare la propria pelle con orgoglio e leggerezza.
Il secondo fine settimana del festival si aprirà nella serata di sabato 11 luglio con Sorellastre, una produzione di teatro-danza curata dall’Associazione Saltimbanco e diretta da Emilia Martinelli. Sette corpi in movimento daranno voce e dignità alle figure tradizionalmente considerate cattive nelle fiabe di Giambattista Basile, esplorando il confine sottile tra l’archetipo letterario e la biografia reale. Subito dopo la fortezza si accenderà con le scenografie digitali di Terremoto dentro, un viaggio immersivo tra Pozzuoli e Napoli dagli anni Cinquanta ai Novanta orchestrato dalle proiezioni video di Luigi Vetrani, Stefano Fiori e Daniela Cono. L’attrice Tiziana Scrocca e il musicista Fabio Amazzini racconteranno la straordinaria forza vitale di un padre disabile, capace di trasformare i propri limiti fisici in un motore di sorprendente energia.
L’ultimo capitolo del festival, domenica 12 luglio, si aprirà all’insegna dell’avventura e del mistero con Cercami che non so dove mi trovo, un’originale caccia al tesoro notturna ideata da Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda, che trasformerà gli spettatori in veri e propri investigatori tra le antiche pietre del borgo. Il gran finale sarà invece affidato alla grandiosa performance multimediale site-specific In mezzo scorre il Fiora. In questa produzione di chiusura, la danza contemporanea si fonderà con un imponente spettacolo visivo live che farà prendere vita alla facciata del castello, trasformando le mura medievali in un corpo vivente che canta la storia millenaria della Maremma laziale.
Informazioni utili e contatti per le prenotazioni
Tutti gli appuntamenti del Festival Vulci 2026 all’interno del Museo archeologico di Vulci e Castello dell’Abbadia sono ad ingresso gratuito. Data la particolarità degli spettacoli itineranti e la capienza limitata degli spazi storici, si consiglia vivamente la prenotazione. Per riservare i posti o richiedere informazioni è possibile scrivere all’indirizzo e-mail ufficiale info@fuoricontesto.it oppure contattare il numero di telefono 3762137662. Maggiori dettagli sui singoli orari, sulle compagnie e sul patrimonio etrusco ospite della fortezza sono disponibili sui portali web dell’Associazione Culturale Fuori Contesto Aps e della Direzione regionale Musei nazionali Lazio.
La rassegna rappresenta un’opportunità straordinaria per i lettori di tutta la regione che vogliono riscoprire un gioiello del patrimonio laziale sotto una luce completamente nuova, lasciandosi guidare dalla poesia delle arti contemporanee in una notte di mezza estate densa di fascino e suggestione.




