Un’impronta insanguinata di un piede scalzo sul muro dell’ingresso. Tracce di sangue sull’intonaco del corridoio. E, al primo piano di un anonimo palazzo di via Montiglio 35, nel quartiere romano di Casalotti, tre corpi senza vita: un padre, una madre e una bambina di otto anni, massacrati con una mannaia. È questa la scena che ha trovato la polizia nella serata di ieri, dopo che i vicini di casa avevano allertato il 112 sentendo urla e rumori di violenta colluttazione provenire dall’appartamento.
Le vittime: Kamal, Momotaj e la piccola Alicia
A perdere la vita sono stati Kamal Uddin, 39 anni, sua moglie Momotaj Hosne Jahan, 38 anni, e la loro figlia Alicia, 8 anni. Una famiglia originaria del Bangladesh, residente da tempo a Roma nel quartiere periferico della Casalotti. Secondo i primi accertamenti, l’arma del delitto — una mannaia — è stata ritrovata nell’abitazione. Nessuna possibilità di scampo per i tre: la ferocia dell’aggressione non ha lasciato loro vie di uscita.
L’unico sopravvissuto: Amir Hossain Ayan
A salvarsi, a prezzo di ferite e politraumi, è stato Amir Hossain Ayan, 20 anni, il figlio maggiore della coppia. Trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli, si trova attualmente in prognosi riservata ma non sarebbe in pericolo di vita. Stando alle prime ricostruzioni, il ragazzo sarebbe riuscito a fuggire dall’appartamento durante l’aggressione e ad attendere l’arrivo delle pattuglie all’ingresso della palazzina — quella stessa impronta sul muro racconta, in modo crudo, la sua corsa disperata verso la salvezza. È stato proprio lui a fornire agli investigatori l’identità del presunto responsabile.
Il presunto killer: chi è Hossain Shahadat
La Polizia di Stato ha diffuso sui propri canali social e sul canale WhatsApp istituzionale la fotografia del presunto autore della strage: si tratta di Hossain Shahadat, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983, connazionale e amico di lunga data della famiglia. Residente a Roma da anni, era una presenza nota nell’abitazione di via Montiglio. Chiunque disponga di informazioni utili al suo rintraccio è invitato a contattare la Squadra Mobile al numero 334 690 3295.
Le ricerche sono in corso su più fronti. Gli agenti hanno già passato al setaccio diverse strade della zona, tra cui quelle del quartiere Marconi. In un parcheggio privato all’inizio di via Montiglio, a un centinaio di metri dalla palazzina, è stata rinvenuta e sequestrata dalla Polizia Scientifica una felpa con tracce di sangue, segnalata da un residente: sarà sottoposta ad analisi.
Il movente: ossessione per la donna, o forse altro
Gli inquirenti stanno lavorando su più ipotesi. La pista ritenuta al momento più probabile è quella passionale: il presunto killer sarebbe stato ossessionato da Momotaj Hosne Jahan, la madre della famiglia. Non è tuttavia esclusa un’altra possibilità, ancora al vaglio: che il vero obiettivo dell’aggressione fosse il figlio maggiore, Amir, l’unico sopravvissuto. La violenta lite che ha preceduto il massacro è stata udita chiaramente dai vicini, che si sono mobilitati e hanno chiamato il 112.
La comunità e la raccolta fondi
Intanto il quartiere elabora lo shock. La comunità bengalese di Roma si è stretta nel lutto per una tragedia che ha colpito una famiglia descritta dai conoscenti come tranquilla e ben inserita nel tessuto del quartiere. Sui social circolano i ricordi di Alicia, la bambina di otto anni: “Era dolcissima, giocava sempre”, raccontano i parenti. Clienti del supermercato Dem e residenti della zona hanno avviato una raccolta fondi sui social a favore di Amir, il giovane sopravvissuto, rimasto solo dopo la perdita dell’intera famiglia.
Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Roma sono in pieno svolgimento.




