Si è svolta oggi, presso la sede del Palazzo del Governo di Frosinone, la sottoscrizione del Protocollo d’intesa per il potenziamento della sicurezza sul lavoro nella provincia, un accordo che mette insieme istituzioni, forze dell’ordine e parti sociali con l’obiettivo dichiarato di invertire una tendenza che negli ultimi anni ha visto la provincia registrare uno dei tassi di infortuni più alti dell’intera Regione Lazio.
A firmare il documento è stato il Prefetto di Frosinone, dott. Giuseppe Ranieri, insieme ai vertici delle Forze di Polizia territoriali, al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco e ai rappresentanti di Regione Lazio – Direzione Salute e Integrazione Sociosanitaria, ASL, INPS, CGIL, CISL, UIL, UGL, Unindustria, ANCE, Cassa Edile, Federlazio, Confimprese, CNA, Coldiretti, CIA, CONFAPI e Confcommercio. Un tavolo ampio e trasversale, costruito sotto il coordinamento della Prefettura, che testimonia la volontà di affrontare il tema della sicurezza sul lavoro come priorità condivisa da tutti gli attori del territorio.
Tre linee di intervento per cambiare passo
Il Protocollo si sviluppa attorno a tre direttrici principali. La prima riguarda il monitoraggio costante del fenomeno infortunistico, attraverso l’analisi congiunta dei dati raccolti dai diversi enti coinvolti. La seconda punta sulla formazione e l’informazione, con iniziative rivolte non solo a lavoratori e datori di lavoro, ma anche agli studenti, nell’ottica di costruire una cultura della prevenzione fin dai banchi di scuola. La terza, infine, prevede controlli più capillari sul rispetto della normativa di settore, attraverso sopralluoghi congiunti da parte degli enti preposti alla vigilanza.
L’intesa avrà una durata triennale, rinnovabile, e resta aperta all’adesione di ulteriori enti che dovessero in futuro manifestare interesse a parteciparvi.
La soddisfazione dei sindacati: «Un punto di partenza, non di arrivo»
A commentare con favore la firma del Protocollo sono stati i sindacati confederali, con CGIL Frosinone Latina, CISL e UIL di Frosinone che hanno parlato di un risultato importante, raggiunto al termine di un percorso di confronto lungo e impegnativo tra istituzioni, enti competenti e parti sociali. Per le organizzazioni sindacali la sicurezza sul lavoro non può mai essere considerata un costo, ma rappresenta un diritto fondamentale della persona e un valore irrinunciabile.
Tra gli aspetti più qualificanti dell’accordo, i sindacati hanno sottolineato la nascita di un nucleo operativo permanente, composto dagli enti competenti, che si riunirà con cadenza semestrale per monitorare l’andamento degli infortuni, condividere dati e programmare interventi mirati. Un modello di coordinamento stabile pensato per rendere più efficace l’azione di prevenzione e vigilanza nel tempo.
Particolarmente significativo, secondo CGIL, CISL e UIL, è anche l’impegno assunto per incrementare l’attività ispettiva, con un calendario di controlli aggiuntivi rispetto alla programmazione ordinaria e il ricorso a ispezioni congiunte tra i diversi enti, pensate per intervenire con maggiore incisività nelle situazioni a più alto rischio. Il Protocollo introduce inoltre la possibilità di attivare ispezioni specifiche sulla base di segnalazioni provenienti dai soggetti firmatari, comprese le stesse organizzazioni sindacali: uno strumento che rafforza il ruolo delle parti sociali nella tutela dei lavoratori, consentendo di intervenire con tempestività laddove emergano situazioni che richiedono verifiche straordinarie.
Le sigle sindacali hanno comunque tenuto a precisare come il Protocollo rappresenti un punto di partenza e non un punto di arrivo: la sua efficacia dipenderà dalla rigorosa attuazione delle misure previste, dalla continuità del confronto tra tutti i soggetti coinvolti e dalla capacità di tradurre gli impegni in risultati concreti e verificabili. L’obiettivo dichiarato resta quello di costruire, nella provincia di Frosinone, una cultura della prevenzione che metta al centro la dignità del lavoro e la salvaguardia della vita delle persone, riducendo un fenomeno che continua a coinvolgere troppi lavoratori in infortuni, anche gravi e mortali.




