C’è un silenzio diverso, questa mattina, nel piazzale della sede centrale dei Vigili del Fuoco di Frosinone. Un silenzio che pesa, rotto solo dal suono delle sirene spiegate, quello stesso suono che Riccardo Liburdi ha ascoltato migliaia di volte nella sua vita da soccorritore, e che oggi lo ha accompagnato per l’ultima volta davanti alla “sua” caserma.
Riccardo se n’è andato a soli 43 anni, dopo una lunga malattia affrontata con la stessa determinazione con cui ha sempre affrontato ogni intervento, ogni emergenza, ogni chiamata di soccorso. Vigile del Fuoco Esperto, ha vestito la divisa del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con una dedizione che i colleghi descrivono senza esitazioni: professionalità, senso del dovere e una capacità unica di trasmettere serenità anche nei momenti più difficili.
Prima delle esequie, celebrate presso il Santuario di Santa Maria a Fiume a Ceccano, il feretro di Riccardo ha fatto tappa nella caserma di Frosinone per un ultimo, commosso saluto. Ad attenderlo, schierati nel piazzale, c’erano i suoi compagni di squadra, i colleghi di sempre, il personale del Comando, uniti in un abbraccio silenzioso alla famiglia. Un gesto che nel mondo dei soccorritori ha un significato preciso: non si lascia mai un compagno senza un ultimo omaggio, nemmeno nel momento più straziante.
Le parole scelte dal Comando di Frosinone per ricordarlo restano impresse: “La perdita di Riccardo lascia un vuoto incolmabile in tutti noi. Il suo ricordo, il suo sorriso e il suo spirito di servizio continueranno a vivere in ogni nostro intervento.” Un pensiero che va oltre la formalità del cordoglio istituzionale e restituisce l’immagine di un uomo amato, prima ancora che di un professionista stimato.
Il Comandante e tutto il personale del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Frosinone si sono stretti attorno ai familiari di Riccardo, esprimendo le più sentite condoglianze in un momento di dolore che ha attraversato l’intera comunità dei soccorritori del territorio, da Frosinone a Ceccano, fino a coinvolgere quanti, in questi anni, hanno avuto il privilegio di lavorare al suo fianco o semplicemente di conoscerlo.




