Subiaco – Momenti di paura, fortunatamente risolti nel migliore dei modi, ieri pomeriggio sui Monti Simbruini, dove un’escursionista di 73 anni residente ad Aprilia si è smarrita durante una camminata in quota, per poi essere ritrovata sana e salva grazie al tempestivo intervento del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Servizio Regionale Lazio.
La vicenda si è consumata nei pressi di Monte Livata, nel territorio comunale di Subiaco, in provincia di Roma. La donna stava percorrendo i sentieri del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini in compagnia del marito, nella zona di Campo dell’Osso, quando durante una sosta ha deciso di allontanarsi autonomamente, imboccando un percorso diverso da quello concordato. Un gesto apparentemente innocuo che si è però trasformato in una situazione di potenziale pericolo: la donna non aveva con sé né il telefono cellulare né altri effetti personali utili a essere rintracciata.
Trascorso un lasso di tempo senza vederla rientrare, il marito ha dato l’allarme contattando il Numero Unico di Emergenza 112. Da quel momento si è attivata la macchina dei soccorsi: una squadra di terra del Soccorso Alpino e Speleologico Lazio ha raggiunto l’area e avviato le ricerche, battendo i sentieri ritenuti più probabili sulla base delle informazioni raccolte dai familiari e dai primi rilievi sul territorio.
A rendere meno drammatica l’attesa è stato un episodio di solidarietà spontanea: l’escursionista, nel frattempo, ha incrociato altri frequentatori della zona, che le hanno prestato un cellulare permettendole di comunicare la propria posizione agli operatori del soccorso. Un dettaglio che si è rivelato decisivo, perché grazie alle coordinate fornite la squadra di terra, composta anche da personale sanitario, è riuscita a raggiungere rapidamente la donna, ponendo fine ai momenti di apprensione vissuti dal marito e dai soccorritori.
Una volta verificate le sue condizioni di salute, risultate buone nonostante lo spavento, l’escursionista è stata riaccompagnata fino alla strada, dove si è potuta finalmente ricongiungere con il marito. Sul posto, oltre alle squadre del Soccorso Alpino, sono intervenuti anche i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, mentre diversi escursionisti presenti nell’area hanno collaborato spontaneamente alle operazioni, confermando quello spirito di mutuo soccorso che spesso caratterizza chi frequenta la montagna.
L’episodio, conclusosi senza conseguenze, riporta l’attenzione sull’importanza di alcune precauzioni basilari per chi si avventura sui sentieri dei Monti Simbruini e più in generale in ambiente montano: portare sempre con sé un telefono cellulare carico, evitare di allontanarsi dal proprio gruppo anche per brevi tratti e comunicare sempre l’itinerario previsto. Piccoli accorgimenti che, come dimostra questa vicenda, possono fare la differenza tra un lieto fine e un epilogo ben più complicato.




