Le luci della sala consiliare di Roccasecca sono rimaste accese fino a tardi, specchio di una tensione istituzionale che nel sud della Ciociaria non si era mai spenta del tutto. Un no deciso, netto e soprattutto compatto, pronunciato senza esitazioni dai sindaci del territorio per sbarrare la strada a qualunque ipotesi di riapertura della discarica di Cerreto. L’assemblea d’urgenza, convocata dal primo cittadino roccaseccano Giuseppe Sacco, ha richiamato attorno allo stesso tavolo una squadra di amministratori locali decisi a difendere i progressi ecologici di un intero quadrante geografico. Una mobilitazione che ha visto anche la partecipazione attiva di numerosi cittadini, a testimonianza di quanto il tema sia profondamente avvertito dalla popolazione locale.
Attorno al tavolo della discussione, per stabilire una linea di azione comune che non lasci spazio a interpretazioni, si sono schierati tutti i paesi che ricadono nell’area immediatamente a ridosso del perimetro dell’impianto. Erano presenti i primi cittadini di Arce, Aquino, Colle San Magno, Colfelice, Pico, Castrocielo, Pontecorvo, Piedimonte San Germano e San Giovanni Incarico. Una vera e propria muraglia istituzionale che ha analizzato i dati storici recenti per smontare le tesi favorevoli al ritorno dei compattatori. I sindaci hanno infatti ribadito con forza che i bilanci ambientali dimostrano come la provincia di Frosinone non abbia conferito alcun rifiuto in discarica nell’ultimo anno, centrando nei fatti lo storico traguardo della filiera virtuosa dei rifiuti zero.
Proprio questo principio cardine della sostenibilità e dell’autosufficienza impiantistica rappresenta la trincea burocratica su cui le amministrazioni locali hanno deciso di dare battaglia. Questa visione programmatica è stata già formalizzata in modo dettagliato all’interno delle osservazioni presentate al nuovo Piano rifiuti della Regione Lazio 2026-2031. Durante l’incontro di Roccasecca è stato stabilito che ogni singolo municipio delibererà nei prossimi giorni un documento congiunto per blindare legalmente questo orientamento, accogliendo e facendo proprie anche le relazioni tecniche prodotte dalle varie associazioni ambientaliste del territorio, da anni in prima linea nel monitoraggio della vallata.
La strategia difensiva non si fermerà alle sole dichiarazioni d’intenti ma assumerà i contorni di una vera e propria offensiva legale. I comuni della zona, muovendosi in sinergia strutturale con l’Unione Cinquecittà, interverranno infatti ad adiuvandum nel ricorso già pendente promosso dal Comune di Roccasecca davanti al Consiglio di Stato. Alla battaglia amministrativa e giudiziaria verrà parallelamente affiancata quella di carattere squisitamente politico. Nei prossimi giorni verrà chiesto il coinvolgimento diretto della Provincia di Frosinone e di tutte le altre municipalità ciociare, poiché il mantenimento di un modello basato sulla raccolta differenziata e sul rifiuto zero non è una prerogativa locale ma una sfida che investe la tutela della salute pubblica di un intero territorio.
Al termine dei lavori, il sindaco ospitante Giuseppe Sacco ha espresso parole di profonda gratitudine per la solidarietà ricevuta, sottolineando come la tutela dell’ambiente sia un patrimonio collettivo irrinunciabile. Il primo cittadino ha rimarcato la totale unità sulla strategia da intraprendere, ricordando che nei cinque anni trascorsi dalla chiusura dell’invaso le indiscrezioni su una possibile ripresa dei conferimenti sono state frequenti, ma i ricorsi incardinati dall’amministrazione hanno sempre sventato tale pericolo. Di fronte ad alcune critiche relative ai costi delle vertenze legali, Giuseppe Sacco ha rivendicato con orgoglio la scelta di aver investito fondi pubblici per preservare la qualità della vita dei cittadini, evidenziando come ancora oggi il sito di Cerreto rimanga sigillato e privo di immondizia.




