di Luca Santovincenzo, consigliere comunale e capogruppo di LiberAnagni
Questi episodi di violenza minorile che ormai ciclicamente scuotono la nostra città non sono soltanto fatti di cronaca. Sono uno specchio nel quale, come comunità, dovremmo avere il coraggio di guardarci.
È evidente che da anni abbiamo un problema serio di sicurezza, educazione e cultura.
In questi anni si è parlato molto, ma i risultati non sono stati all’altezza della gravità del problema. E, con rammarico, sento di dover fare anche una riflessione autocritica. Abbiamo spinto per l’istituzione di una Consulta Giovanile permanente e, personalmente, ero convinto che potesse rappresentare un primo passo. Oggi è evidente che quel primo passo, nei fatti, deve ancora essere compiuto.
Servono anni, un lavoro quotidiano e, soprattutto, la volontà politica di far vivere davvero questi strumenti, senza snaturarli.
Nessuno può chiamarsi fuori. Famiglie, scuola, associazioni e istituzioni hanno responsabilità diverse, ma un obiettivo comune: non abbassare mai la guardia.
E servono istituzioni capaci di verificare cosa non abbia funzionato, rafforzare gli interventi sui casi più difficili, presidiare il territorio e creare reali opportunità di crescita per i nostri ragazzi.
I cittadini non chiedono chi abbia ragione. Chiedono una città in cui i propri figli possano crescere senza paura.




