Nella giornata di giovedì 9 luglio 2026, la città di Frosinone è stato il teatro di un imponente servizio straordinario di controllo del territorio, un vero e proprio setaccio calato dalla Polizia di Stato per soffocare le piazze dello spaccio e colpire i canali della ricettazione locale. L’operazione, pianificata nei minimi dettagli dopo una complessa attività d’indagine, ha visto scendere in campo un massiccio dispositivo di agenti in divisa e in abiti civili, coordinati dagli investigatori della Squadra Mobile. Al loro fianco hanno operato il personale della Questura di Frosinone e il fiuto infallibile delle unità cinofile, determinanti per scovare le sostanze illecite nei nascondigli più impensabili.
Il bilancio finale dell’attività descrive una mappa criminale colpita al cuore: tre persone sono state arrestate in flagranza di reato, due donne sono state denunciate a vario titolo e un assuntore è stato segnalato alle autorità. L’attenzione degli uomini della Polizia di Stato si è concentrata inizialmente nella zona bassa del capoluogo, focalizzandosi su un complesso abitativo composto da tre unità immobiliari distinte, tutte riconducibili a una famiglia di etnia rom e sinti. Qui i cani antidroga hanno immediatamente puntato gli ingressi, dando il via a perquisizioni fulminee e approfondite che hanno permesso di portare alla luce un vero e proprio tesoro illecito fatto di polvere bianca, denaro frusciante e preziosi.
All’interno della prima abitazione gli agenti hanno rinvenuto venti grammi e due decimi di cocaina purissima, già pronta per essere immessa sul mercato, un bilancino di precisione e la somma in contanti di 2.330 euro, ritenuta il provento delle vendite delle ultime ore. Oltre al denaro, i poliziotti hanno recuperato numerosi oggetti preziosi. Davanti alle evidenze raccolte, sono scattate le manette per una giovane donna di 25 anni e per il suo compagno di 28 anni, entrambi accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Poco più in là, nella seconda abitazione ispezionata e occupata da una coppia di coniugi già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, l’attenzione si è spostata sulla ricchezza accumulata. Gli agenti hanno rinvenuto 3.080 euro in contanti e gioielli di diversa fattura. Non essendoci una giustificazione lecita per il possesso di tali beni, l’intero bottino è stato sottoposto a sequestro preventivo e la donna è stata denunciata per ricettazione e riciclaggio. La terza e ultima perquisizione del complesso ha invece riguardato l’appartamento di un’altra familiare, una donna già ristretta in regime di detenzione domiciliare per il reato di usura. Nella sua disponibilità è stato trovato un telefono cellulare risultato rubato, elemento che le è valso una nuova segnalazione per il reato di ricettazione.
L’azione della Polizia di Stato non si è però fermata alla parte pianeggiante della città. Un secondo e mirato blitz ha interessato la parte alta di Frosinone, dove i fari della Squadra Mobile erano puntati da tempo su un cittadino straniero, regolarmente soggiornante sul territorio nazionale ma gravato da precedenti per reati contro la persona. L’appostamento attorno alla sua dimora ha dato i frutti sperati quando gli investigatori hanno intercettato un acquirente subito dopo l’acquisto. Il cliente ha tentato invano di nascondere un piccolo involucro contenente circa mezzo grammo di cocaina, ma è stato bloccato. La successiva irruzione fulminea nell’appartamento dello spacciatore ha permesso di sequestrare altri 1.030 euro in contanti e un telefono cellulare utilizzato per i contatti con i tossicodipendenti della zona. Lo straniero è stato arrestato in flagranza, mentre il cliente è stato segnalato alla locale Prefettura di Frosinone come assuntore.
A chiudere l’intensa giornata di controlli è stata la consueta ispezione nelle aree calde del famigerato Casermone, il palazzone di edilizia popolare tristemente noto alle cronache come una delle principali centrali dello spaccio cittadino. Sentendo la pressione degli agenti che stavano stringendo il cerchio attorno all’edificio, alcuni malviventi rimasti ignoti si sono disfatti precipitosamente della merce prima di dileguarsi nei corridoi della struttura. La Polizia di Stato ha così recuperato e sequestrato dodici bustine di cocaina, per un peso complessivo di circa quattro grammi, abbandonate nell’androne. I servizi di controllo continueranno senza sosta anche nei prossimi giorni per garantire la sicurezza dei cittadini e riaffermare la presenza dello Stato.




