Si era avvicinato alla vittima spacciandosi per un professionista del settore, offrendole consigli su come eseguire correttamente alcuni esercizi di stretching. Un pretesto studiato a tavolino che si è trasformato, in pochi istanti, in un’aggressione a sfondo sessuale consumata in pieno giorno, lungo la pista ciclabile di Cassino. A distanza di circa un mese da quell’episodio, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cassino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo ritenuto responsabile dei fatti, un cittadino egiziano residente in città.
La vicenda risale allo scorso 19 giugno, quando una donna, intenta a svolgere attività fisica sulla pista ciclabile cittadina, è stata avvicinata da uno sconosciuto che, presentandosi come un fisioterapista, ha iniziato a fornirle indicazioni sugli esercizi da compiere. Un approccio apparentemente innocuo che ha però rapidamente cambiato natura: la donna, insospettita, ha tentato di allontanarsi, ma l’uomo l’ha inseguita fino a raggiungerla in una zona isolata di via Varlese, dove l’ha bloccata e palpeggiata.
Dopo la denuncia sporta dalla vittima, sono scattate le indagini della Polizia di Stato, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire con precisione il percorso compiuto dall’aggressore e di individuare il mezzo di trasporto utilizzato per raggiungere e lasciare il luogo dell’aggressione. Un lavoro certosino che ha portato all’identificazione del presunto responsabile, nei cui confronti sono stati acquisiti quelli che gli inquirenti definiscono gravi e concordanti indizi in ordine al reato di violenza sessuale.
Sulla base del quadro probatorio raccolto dagli investigatori, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, accogliendo la richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere. L’uomo è stato quindi rintracciato e arrestato dagli agenti del Commissariato, che lo hanno associato alla Casa Circondariale di Cassino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Un episodio che ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza degli spazi pubblici, in particolare per chi frequenta piste ciclabili e percorsi isolati anche nelle ore diurne. Le indagini condotte dalla Polizia di Stato dimostrano, ancora una volta, come una denuncia tempestiva e la collaborazione della vittima possano risultare determinanti per assicurare alla giustizia i responsabili di reati di questo tipo.




