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    Home » Mobilità in deroga, centinaia di famiglie ancora senza sussidio: cresce la protesta nell’area di crisi industriale di Frosinone
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    Mobilità in deroga, centinaia di famiglie ancora senza sussidio: cresce la protesta nell’area di crisi industriale di Frosinone

    percettori in attesa dei pagamenti nonostante abbiano completato gli adempimenti richiesti. Tra Ministero, Regione e INPS rimbalza la responsabilità, mentre aumenta la preoccupazione di oltre 700 nuclei familiari
    16 Luglio 20264 Mins Read
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    L’attesa che mette in difficoltà centinaia di famiglie

    C’è chi ha rispettato tutte le regole, ha sottoscritto il Patto di Servizio presso il Centro per l’Impiego, ha frequentato i corsi di formazione richiesti e continua ad aspettare. Ma il sostegno economico, indispensabile per affrontare le spese quotidiane, ancora non arriva.

    È la situazione denunciata ad anagnia.com da uno dei percettori della mobilità in deroga destinata ai lavoratori delle aree di crisi industriale complessa, un’indennità che interessa, nel Lazio, gli ex lavoratori delle province di Frosinone, Rieti, Latina e di alcuni Comuni dell’area metropolitana di Roma, tra cui Colleferro, Carpineto Romano e Montelanico.

    Secondo quanto riferito dai lavoratori, sarebbero circa 700-800 le famiglie coinvolte nel territorio laziale, oggi alle prese con un ritardo che sta alimentando crescente preoccupazione.

    Una procedura cambiata nel 2026

    La vicenda si inserisce in un quadro amministrativo profondamente modificato rispetto agli anni precedenti.

    Per il 2026 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha infatti introdotto una nuova procedura per la gestione della mobilità in deroga, superando il precedente sistema di ripartizione delle risorse tra le Regioni e centralizzando la valutazione della sostenibilità finanziaria delle domande. Solo dopo il via libera ministeriale la Regione Lazio può procedere con i decreti di concessione e trasmettere gli atti all’INPS per l’erogazione delle prestazioni.

    Una novità amministrativa che, secondo diversi percettori, potrebbe aver contribuito ad allungare ulteriormente i tempi.

    “Abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto”

    Il racconto raccolto da anagnia.com descrive una situazione di forte disagio.

    I beneficiari spiegano di aver adempiuto a tutte le prescrizioni previste per ottenere il rinnovo del trattamento: dalla sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato alla partecipazione ai percorsi formativi organizzati attraverso i Centri per l’Impiego.

    Alcuni hanno già concluso i corsi di informatica e di orientamento al lavoro; altri li stanno ancora frequentando, sostenendo personalmente le spese necessarie senza alcun rimborso.

    Nonostante ciò, denunciano, i pagamenti sarebbero fermi e nessuno sarebbe in grado di indicare con precisione quando la situazione potrà sbloccarsi.

    Il rimbalzo delle responsabilità

    È soprattutto l’incertezza ad alimentare la frustrazione.

    Secondo le testimonianze raccolte, le richieste di chiarimento rivolte agli enti competenti e alle organizzazioni sindacali non avrebbero ancora prodotto risposte definitive.

    C’è chi riferisce che gli elenchi dei beneficiari sarebbero al Ministero del Lavoro, chi sostiene invece che la documentazione sia tornata alla Regione Lazio in attesa dei provvedimenti conclusivi. Un rimpallo di responsabilità che, almeno secondo quanto raccontano i percettori, lascia centinaia di famiglie senza alcuna certezza sul futuro.

    Al momento non risultano comunicazioni ufficiali che chiariscano le cause del ritardo né una tempistica certa per l’avvio dei pagamenti.

    Una vicenda che si ripete ogni anno

    Chi vive questa situazione racconta di conoscere ormai fin troppo bene i tempi della burocrazia.

    Ogni anno, spiegano, tra la scadenza del precedente periodo di mobilità e il rinnovo del trattamento trascorrono settimane, talvolta mesi, durante i quali molte famiglie rimangono prive di qualsiasi sostegno economico.

    Quest’anno, tuttavia, il ritardo viene percepito come ancora più pesante proprio perché accompagnato dalle nuove procedure amministrative e dai maggiori adempimenti richiesti ai beneficiari.

    Un sostegno fondamentale nelle aree di crisi

    La mobilità in deroga rappresenta uno degli strumenti di tutela previsti per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa, territori caratterizzati da profonde difficoltà occupazionali e da lunghi processi di reindustrializzazione.

    La Regione Lazio conferma che le aree interessate sono quelle di Frosinone e Rieti, per le quali sono attivi specifici accordi con le parti sociali finalizzati al finanziamento degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro.

    Negli anni scorsi le organizzazioni sindacali avevano più volte sollecitato un’accelerazione delle procedure proprio per evitare interruzioni nell’erogazione dei sussidi ai lavoratori coinvolti.

    La richiesta: chiarezza sui tempi

    Più che la rabbia, racconta uno dei lavoratori che ha contattato la nostra redazione, oggi prevale un profondo senso di frustrazione.

    «Non chiediamo un favore – è il senso del messaggio – ma il riconoscimento di un diritto previsto dalla legge. Abbiamo rispettato tutti gli obblighi che ci sono stati richiesti e vorremmo soltanto sapere quando potremo ricevere quanto ci spetta».

    Una richiesta semplice, che arriva da centinaia di famiglie chiamate ogni giorno a fare i conti con bollette, mutui e spese quotidiane.

    anagnia.com continuerà a seguire la vicenda e resta naturalmente a disposizione della Regione Lazio, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’INPS e delle organizzazioni sindacali per pubblicare eventuali precisazioni, aggiornamenti o chiarimenti utili ai lavoratori interessati.

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