Acuto, due giorni di festa all’insegna dell’incontro tra culture
Due giornate intense, ricche di emozioni, spettacoli e momenti di autentica condivisione hanno segnato il successo della quinta edizione di “Etnie in Festa”, la manifestazione promossa dal Comune di Acuto insieme agli organizzatori con l’obiettivo di favorire il dialogo tra i popoli attraverso la cultura, la musica, le tradizioni e il reciproco rispetto.

L’evento, svoltosi l’11 e il 12 luglio, ha richiamato un ottimo afflusso di pubblico, confermando ancora una volta quanto la manifestazione sia ormai diventata un appuntamento atteso e capace di coinvolgere persone di ogni età. Per due giorni il borgo si è trasformato in un punto di incontro tra storie, identità e tradizioni provenienti da diverse parti del mondo, in un clima di festa che ha saputo coniugare divertimento e riflessione.
Un messaggio di pace che passa dall’incontro
La soddisfazione più grande, sottolineano gli organizzatori, è stata vedere i sorrisi delle persone, la voglia di stare insieme, di conoscersi e di lasciarsi coinvolgere dalla musica, dagli spettacoli, dai sapori e dalle tradizioni rappresentate durante la manifestazione.

È proprio questo il cuore di Etnie in Festa: dimostrare come la pace possa nascere dall’incontro, dal dialogo e dalla conoscenza reciproca. Un messaggio semplice ma mai scontato, che anche quest’anno è stato vissuto concretamente attraverso le tante iniziative ospitate nel centro storico di Acuto, tra laboratori, esposizioni artigianali, degustazioni e spettacoli.
Il confronto sull’immigrazione e il racconto delle donne migranti
Uno dei momenti più significativi della manifestazione è stato l’incontro con la scrittrice e giornalista Giusi Sammartino, che ha presentato il libro “SIAMO QUI – Storie e racconti di donne migranti”, filo conduttore dell’edizione 2026.
Attraverso il dialogo con il pubblico sono stati affrontati temi delicati come l’immigrazione, l’integrazione e il ruolo della donna migrante nella società contemporanea. Un confronto che ha offerto numerosi spunti di riflessione, arricchito anche dalla presenza di Lidia Bolfosu, fondatrice del gruppo folcloristico Artaras di Roma e protagonista del volume.
Musica, folklore e tradizioni da tutto il mondo
Grande entusiasmo ha accompagnato le esibizioni degli artisti provenienti da diversi Paesi.
Ad animare le vie del paese è stato il coinvolgente gruppo SUNU AFRICA, arrivato dal Senegal, che con ritmi, percussioni e danze ha trasformato le strade di Acuto in un grande palcoscenico a cielo aperto, regalando al pubblico uno dei momenti più coinvolgenti dell’intera manifestazione.
Tra le novità più apprezzate di questa edizione anche la presenza della band ETNOFORUM e della cantante Tatiana Nazarco, rappresentanti dell’Ucraina. Tutti rifugiati di guerra residenti a Roma, hanno portato sul palco non soltanto musica e tradizione, ma anche il racconto della nostalgia e del dolore provocati dal conflitto, offrendo una testimonianza intensa che ha toccato profondamente il pubblico.

A impreziosire il programma anche le rappresentanze provenienti da Romania, Moldavia, Marocco, Tunisia e Algeria, con spettacoli, costumi tradizionali, artigianato ed esposizioni culturali che hanno permesso ai visitatori di conoscere usanze e identità differenti.

Particolarmente applaudita la giovane talento romena Ana Nectaria Huluba, appena dieci anni, già molto conosciuta tra programmi televisivi, radio ed eventi sia in Romania sia in Italia. Grande apprezzamento anche per Sebastian Gogean e Mario Ciubotariu, del gruppo Teiul Înflorit, e per la piccola Mirabela Certan, di appena otto anni, già considerata una promettente interprete della canzone popolare moldava.
Il ricordo commosso di Caterina Sparagna
Tra i momenti più intensi della manifestazione anche il ricordo di Caterina Sparagna, la giovane di Acuto che aveva partecipato fin dalle prime edizioni di Etnie in Festa e che è scomparsa lo scorso marzo.
Nel corso della serata gli organizzatori hanno voluto renderle omaggio consegnando una targa ai genitori. Un gesto semplice ma carico di significato, che ha emozionato i presenti e ricordato il legame speciale che la ragazza aveva costruito con questa manifestazione.
Il lavoro di una grande squadra
Dietro il successo dell’iniziativa c’è stato il lavoro di decine di persone che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai volontari, agli sponsor, agli artisti, alle associazioni e a tutti i partecipanti che hanno reso possibile la riuscita della manifestazione.

Parole di riconoscenza sono state espresse anche nei confronti del sindaco Augusto Agostini e della consigliera comunale Angela Sirbu, che hanno sostenuto l’iniziativa, così come verso Silvia Proietti, assistente sociale che ha contribuito alla presenza del gruppo SUNU AFRICA, e ai collaboratori Souad Kostas, Omar Meloni, Maria Bogdan, Aliona Certan e Oxsana Matiiv, protagonisti di un lavoro di squadra che ha permesso di costruire un evento capace di coinvolgere culture e comunità differenti.
Una manifestazione che guarda già al futuro
La quinta edizione di Etnie in Festa si chiude così con un bilancio decisamente positivo. L’ottima partecipazione di pubblico, la qualità degli spettacoli, il valore degli incontri culturali e il clima di amicizia respirato nelle due giornate confermano la forza di un progetto che, anno dopo anno, continua a crescere.

A Acuto, ancora una volta, la cultura si è rivelata uno strumento concreto per abbattere le distanze, costruire relazioni e ricordare che la convivenza nasce dalla conoscenza reciproca. Un messaggio che gli organizzatori intendono continuare a coltivare anche nelle prossime edizioni.




