Un’apertura al dialogo che non significa, però, abbassare la guardia. È questo il messaggio emerso dalla riunione convocata a Ceccano dal sindaco Andrea Querqui, presso il Palazzo Comunale, per fare il punto sulla vertenza sanitaria che da settimane coinvolge l’intero comprensorio.
Sindaci e amministratori del comprensorio sanitario di Ceccano si dicono pronti a un confronto istituzionale con la Regione Lazio, ribadendo però che la difesa dei servizi sanitari del territorio resta una priorità assoluta, non negoziabile nella sostanza anche se aperta nel metodo.
I sindaci presenti all’incontro
All’incontro hanno preso parte, oltre al sindaco Querqui, i primi cittadini Adriano Lampazzi, sindaco di Giuliano di Roma, Gino Molinari, sindaco di Morolo, e Paolo Petrilli, sindaco di Villa Santo Stefano, insieme a Franco Gobbo, presidente del Consiglio comunale di Patrica. Un fronte comune, quello dei cinque comuni, nato per rispondere a una vertenza che riguarda un bacino di oltre 50.000 cittadini.
Dalla chiusura del PAT al Presidio Permanente
La mobilitazione degli amministratori locali era scattata dopo la chiusura del Presidio Ambulatoriale Territoriale (PAT) e il progressivo ridimensionamento di altri servizi sanitari sul territorio. Proprio per tenere alta l’attenzione sulla tutela del diritto alla salute dell’intero comprensorio, dal 15 luglio scorso l’Amministrazione comunale di Ceccano ha attivato un Presidio Permanente presso la Casa della Salute.
Nel frattempo si sono già svolti incontri interlocutori con la presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, Alessia Savo, con il direttore generale della Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere, e con il consigliere regionale Daniele Maura. Secondo gli amministratori, da questi confronti sarebbero emersi segnali che potrebbero rappresentare l’avvio di un percorso condiviso, nella speranza che tali disponibilità si traducano ora in un dialogo istituzionale concreto con la Regione e con il presidente Francesco Rocca.
Le parole del sindaco Querqui
“Abbiamo il dovere di difendere il diritto alla salute delle nostre comunità”, dichiara il sindaco Andrea Querqui, parlando a nome di tutti gli amministratori aderenti, e “continueremo a farlo con determinazione, ma anche con senso di responsabilità”. Querqui sottolinea come, dopo l’attivazione del presidio, sia stata registrata un’apertura, ribadendo l’intenzione di favorire un confronto serio e concreto con la Regione Lazio, senza scadere — sono le sue parole — nella politicizzazione della questione. Gli amministratori si dicono disponibili a valutare una sospensione temporanea del Presidio Permanente, a condizione che si apra un tavolo istituzionale e arrivino atti formali, e non semplici dichiarazioni di intenti, capaci di garantire il ripristino e il potenziamento dei servizi sanitari del territorio.
L’avvertimento: manifestazione a settembre
Gli amministratori aderenti alla vertenza ribadiscono comunque che l’attenzione resta alta. Qualora non dovessero arrivare risposte concrete e provvedimenti ufficiali, conclude il sindaco Querqui, verrà organizzata una grande manifestazione pubblica nel mese di settembre, con il coinvolgimento di cittadini, associazioni e istituzioni, per chiedere con forza la tutela dei servizi sanitari e il rispetto delle esigenze di un territorio che, ribadiscono i sindaci, non intende rinunciare al proprio diritto alla salute.




