Torna a infiammarsi il dibattito politico ad Anagni sul fronte ambientale, dopo la notizia del via libera concesso dalla Regione Lazio a un nuovo impianto per il trattamento di rifiuti, anche pericolosi, in località Paduni, all’interno della zona industriale cittadina. A sollevare la questione è il Partito Democratico di Anagni, che in una nota inviata alla redazione chiede conto all’amministrazione comunale di quanto starebbe accadendo sul territorio.
Secondo quanto ricostruito dal partito, il procedimento autorizzativo si sarebbe aperto lo scorso mese di febbraio, su istanza di un’impresa con sede a Ceprano, per poi concludersi soltanto nei giorni scorsi. Una vicenda che, sempre secondo il Partito Democratico, non sarebbe passata inosservata: la stampa se ne sarebbe occupata e tra i cittadini si registrerebbe una diffusa preoccupazione, alimentata da un clima di sensibilità già alto su tutto ciò che riguarda la gestione dei rifiuti nella Valle del Sacco.
È proprio su questo sfondo che il partito punta il dito contro il silenzio, a suo dire, dell’amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Daniele Natalia. Nella nota si chiede esplicitamente se il primo cittadino e l’assessore D’Ercole abbiano preso parte ai tavoli tecnici relativi alla pratica, e se analogo coinvolgimento vi sia stato da parte dei consiglieri comunali, tanto di maggioranza quanto di opposizione. Il Partito Democratico domanda inoltre se presso gli uffici comunali fossero disponibili documenti relativi alla vicenda, e chiede di conoscere nel dettaglio la natura dell’investimento e gli eventuali rischi connessi per l’ambiente e per la salute della popolazione.
Un punto sul quale il partito insiste in particolare riguarda la Determina dirigenziale con cui si sarebbe chiuso l’iter autorizzativo: dal documento, secondo quanto riportato nella nota, emergerebbero numerose prescrizioni a cui l’impresa sarebbe stata sottoposta, elemento che per il Partito Democratico meriterebbe un approfondimento pubblico da parte delle istituzioni locali.
Nella parte conclusiva della nota, il partito allarga il ragionamento al più ampio contesto delle politiche ambientali e sanitarie del territorio, chiamando in causa sia l’amministrazione comunale sia quella regionale su altri temi già oggetto di polemica, come la gestione dei servizi sanitari e l’andamento delle bonifiche legate al Sito di Interesse Nazionale. Toni duri chiudono la nota, con un appello affinché Comune e Regione chiariscano pubblicamente la propria posizione sul futuro ambientale della città.
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell’amministrazione comunale di Anagni alle domande poste dal Partito Democratico: questo giornale resta a disposizione per raccogliere eventuali chiarimenti da parte del sindaco Natalia e della giunta.




