Una notte che i pellegrini di Medjugorje difficilmente dimenticheranno. Tra lunedì e oggi, martedì 28 luglio 2026, uno dei luoghi di culto mariano più visitati al mondo è stato colpito da una serie di gesti che le autorità locali stanno già definendo come un vero e proprio attacco coordinato contro i simboli della fede.
Il episodio più grave si è consumato davanti alla chiesa di San Giacomo, cuore pulsante del santuario in Bosnia Erzegovina: l’altare esterno, punto di riferimento per le funzioni all’aperto che ogni giorno radunano migliaia di fedeli, è stato dato alle fiamme. Le immagini delle telecamere di sicurezza, diventate in poche ore virali sui social, mostrano con chiarezza il momento in cui una persona si avvicina alla struttura e appicca il fuoco, prima di dileguarsi rapidamente nel buio.
Ma il raid non si è fermato lì. Le stesse ore hanno visto colpire anche altri due luoghi carissimi ai pellegrini: la Collina delle Apparizioni, conosciuta come Podbrdo, e la Croce Blu. Qui, ignoti hanno imbrattato con vernice nera le statue della Vergine, coprendone volto, busto e parte del mantello. Non un gesto isolato, dunque, ma una sequenza di azioni che sembra rispondere a un disegno preciso.

A rendere ancora più inquietante l’accaduto sono le scritte in lingua inglese lasciate sui basamenti delle statue. Sulla Collina delle Apparizioni è comparsa la frase «Devil in a skirt», mentre alla Croce Blu si legge semplicemente «Evil». Parole che, secondo i primi commenti raccolti tra i fedeli e gli operatori del santuario, tradiscono un’intenzione tutt’altro che casuale, forse legata a un preciso messaggio provocatorio piuttosto che a un banale atto di teppismo.
Al momento gli autori del gesto restano ignoti, così come le loro motivazioni. Le indagini sono appena partite e toccherà alle autorità bosniache ricostruire la dinamica esatta dei fatti, verificare eventuali collegamenti tra i tre episodi e accertare se dietro vi sia la mano di una singola persona o di più soggetti in azione coordinata.
Non sfugge, infine, un dettaglio che rende la vicenda ancora più delicata: l’attacco arriva a pochi giorni dal Festival dei Giovani, uno degli appuntamenti più partecipati del calendario di Medjugorje, capace di richiamare ogni anno decine di migliaia di ragazzi da tutto il mondo. Un contesto che ha spinto molti osservatori a interrogarsi su un possibile intento di boicottaggio proprio in vista dell’evento.
Nel frattempo, tra i fedeli prevale lo sgomento, ma anche la volontà di non lasciarsi intimidire. Come spesso accade in queste circostanze, la risposta della comunità cattolica si è tradotta non in rabbia, ma in un rinnovato invito alla preghiera e alla vigilanza, nell’attesa che luce venga fatta su quanto accaduto in una delle notti più buie della storia recente del santuario.
A seguito del grave atto vandalico che ha colpito le aree di preghiera della parrocchia di Medjugorje, l’Ufficio Parrocchiale ha rilasciato una nota ufficiale che di seguito riportiamo integralmente e senza modifiche:
Dichiarazione dell’Ufficio Parrocchiale di Mdjugorje sull’atto di vandalismo
È con grande tristezza che abbiamo appreso la notizia dell’atto vandalico che ha danneggiato gli spazi di preghiera nella nostra parrocchia. Abbiamo immediatamente iniziato le operazioni di pulizia e riparazione affinché tutti gli spazi fossero nuovamente pronti per la preghiera.
Ringraziamo tutti coloro che, con il loro lavoro e il loro aiuto disinteressato, contribuiscono a far sì che il santuario rimanga un luogo di incontro con Dio, un luogo di pace e un luogo in cui si onora la Beata Vergine Maria, Regina della Pace.
In modo particolare, invitiamo tutti i credenti a rispondere a questo evento nel modo in cui la Madonna ci insegna da oltre quarant’anni a Medjugorje: attraverso la preghiera, il digiuno e il perdono.
Preghiamo per la conversione dei cuori di coloro che hanno commesso questo atto, affinché il Signore li tocchi con la Sua grazia e li guidi sulla via del bene.
Preghiamo anche per la pace nei cuori di tutti. La Madonna ci chiama costantemente ad essere portatori di pace.
Possa questo evento incoraggiarci a prendere ancora più seriamente il Suo appello: non rispondere al male con il male, ma testimoniare con la nostra vita l’amore, il perdono e la speranza.
Il santuario rimane aperto a tutti i pellegrini. Il programma di preghiera si svolge regolarmente e tutte le aree vengono rapidamente pulite e preparate per tornare ad essere un luogo di preghiera e di incontro con il Signore per intercessione della Regina della Pace.





