Il futuro della sanità territoriale a Ceccano ha vissuto giorni decisivi, tra un consiglio comunale acceso e una seduta straordinaria del Consiglio regionale del Lazio che potrebbe segnare una svolta attesa da mesi. Al centro della vicenda, la sorte della Casa della Salute cittadina e la sua trasformazione in Casa di Comunità, servizio che riguarda un bacino di oltre cinquantamila cittadini tra Ceccano e i comuni limitrofi.
Tutto nasce dalla chiusura, lo scorso 1° luglio, del Presidio ambulatoriale territoriale, arrivata dopo l’interruzione già a maggio dell’Unità di degenza infermieristica. Una doppia falla nell’assistenza sanitaria che aveva spinto l’Amministrazione Querqui ad avviare, dal 15 luglio, un presidio di protesta permanente davanti alla struttura. Durante l’ultima seduta del consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione della consigliera di minoranza Manuela Maliziola, il sindaco Andrea Querqui e la consigliera delegata alla Sanità Cristina Micheli hanno ricostruito passo dopo passo le interlocuzioni avute con la Regione Lazio e con i vertici della Asl di Frosinone.
Il primo cittadino ha respinto con decisione ogni sospetto di strumentalizzazione politica. Dieci giorni di preavviso prima di far partire la mobilitazione, ha ricordato in aula, erano stati concessi proprio per lasciare il tempo di intervenire senza dover arrivare allo scontro. Sulla stessa linea la consigliera Micheli, che ha ribadito come l’Amministrazione abbia sempre privilegiato il dialogo istituzionale, riconoscendo ogni passo avanti compiuto dall’Asl, pur pretendendo che alle rassicurazioni verbali seguissero atti amministrativi concreti: delibere, cronoprogrammi, risorse formalmente stanziate.
Una boccata d’ossigeno era arrivata nel frattempo dalla disponibilità dei medici di famiglia, che hanno permesso una riattivazione temporanea del servizio, considerata però dal Comune una semplice soluzione tampone, non risolutiva del problema di fondo.
La svolta, o quantomeno la sua promessa, è arrivata nell’aula del Consiglio regionale del Lazio, dove Querqui e Micheli hanno partecipato alla seduta straordinaria dedicata alle case e agli ospedali di comunità. Il sindaco ha voluto ringraziare pubblicamente i consiglieri regionali che si sono schierati a fianco di Ceccano: Sara Battisti del Partito Democratico, Claudio Marotta di Sinistra Civica Ecologista, Marietta Tidei di Italia Viva, Valerio Novelli del Movimento 5 Stelle e Daniele Leodori, sempre del Partito Democratico. “Accogliamo con soddisfazione l’impegno assunto dal Presidente della Regione Lazio per l’istituzione della Casa della Comunità a Ceccano”, ha dichiarato Querqui a margine della seduta, annunciando la decisione dell’Amministrazione di sospendere il presidio, non di revocarlo. Un chiarimento non da poco: se entro settembre non arriveranno garanzie concrete su servizi e tempistiche, ha avvertito il sindaco, la protesta potrebbe ripartire.
“Il giudizio sullo stato delle Case di comunità nel Lazio è fortemente negativo, oggi solamente meno del 5% delle strutture è conforme agli standard e ai servizi previsti dal DM 77. Il punto non è quante strutture risultino formalmente aperte, ma quante siano realmente conformi e operative. Nell’accreditamento delle strutture pubbliche vengono valutati sia gli aspetti strutturali sia quelli organizzativi, le strutture accreditate devono quindi disporre obbligatoriamente dell’organico necessario al loro funzionamento. Occorre chiarire quale sia oggi il divario da colmare e quali figure professionali manchino. Con una programmazione che negli ultimi anni ha consentito soltanto di coprire il turnover, servono meccanismi straordinari, un accordo quadro con i professionisti e nuove regole. Finora è stato perso tempo prezioso, è necessaria una forte accelerazione”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, durante il Consiglio straordinario sullo stato delle Case e degli Ospedali di comunità.
A rafforzare la pressione politica sulla vicenda è intervenuta in aula anche la consigliera regionale Sara Battisti, che ha aperto il suo intervento richiamando l’articolo 32 della Costituzione sul diritto alla salute. Battisti ha rivendicato la paternità del modello di sanità di prossimità, ricordando come le risorse oggi disponibili derivino dal PNRR e da una programmazione avviata dalla precedente Giunta Zingaretti. La consigliera ha inoltre denunciato la cancellazione dal cronoprogramma di interventi previsti in diversi comuni della provincia di Frosinone, tra cui Frosinone, Paliano, Amaseno, Arpino, San Giorgio a Liri e Monte San Giovanni Campano, ottenendo tuttavia l’annuncio dell’avvio dei lavori entro settembre grazie a interrogazioni e a una mozione presentate in Consiglio regionale.
Sul fronte Ceccano, Battisti ha accolto con favore l’attivazione, dal 3 agosto, di un nuovo servizio di Presenza Medica e Continuità Assistenziale annunciato dall’Asl, definendolo però una risposta solo temporanea. Insieme al consigliere Claudio Marotta, la consigliera ha presentato un emendamento al bilancio regionale da 500mila euro per finanziare la trasformazione della Casa della Salute in Casa di Comunità, respingendo al contempo le ricostruzioni del presidente Francesco Rocca sulla programmazione della precedente amministrazione regionale.
Il consiglio comunale di Ceccano ha infine sbrigato anche altre pratiche amministrative, riconoscendo due debiti fuori bilancio per un totale di 7.344 euro, derivanti rispettivamente da un decreto ingiuntivo del Tribunale di Frosinone e da una sentenza del Tar del Lazio, quest’ultima al centro di una possibile azione di rivalsa nei confronti dell’ex sindaco firmatario dell’ordinanza contestata. Via libera anche all’assestamento generale del bilancio 2026-2028, illustrato dallo stesso Querqui in qualità di titolare della delega al Bilancio.




