Una gelosia diventata ossessione, trasformata in un incubo fatto di pedinamenti, appostamenti sotto casa e telefonate minacciose. È la storia che si cela dietro l’ordinanza di custodia cautelare eseguita nella mattinata del 9 settembre scorso dai militari della Stazione Carabinieri di Ferentino nei confronti di un uomo di 44 anni, residente ad Alatri e già conosciuto agli organi investigativi per precedenti giudiziari.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, è il punto di arrivo di un’indagine condotta con particolare rapidità dai militari dell’Arma, scattata subito dopo la denuncia sporta da una donna di 44 anni, ex convivente dell’indagato. Era il pomeriggio del 31 agosto quando la donna, non più legata sentimentalmente all’uomo, ha deciso di rompere il silenzio e recarsi in caserma, trovando finalmente il coraggio di raccontare mesi di paura vissuti in solitudine.
Agli inquirenti la vittima ha riferito di essere stata sottoposta per lungo tempo a comportamenti vessatori: molestie reiterate, appostamenti nei pressi della propria abitazione, pedinamenti e minacce telefoniche, fino a veri e propri tentativi di aggressione fisica. Un quadro persecutorio, secondo quanto emerso dalle indagini, alimentato da una gelosia morbosa e ossessiva che avrebbe costretto la donna a modificare radicalmente le proprie abitudini quotidiane, vivendo in un costante stato di ansia e allerta.
Sulla base della denuncia, i Carabinieri di Ferentino hanno attivato l’iter d’urgenza previsto dal cosiddetto “codice rosso”, raccogliendo in tempi stretti elementi indiziari ritenuti solidi e coerenti in merito al reato di atti persecutori. Il materiale probatorio raccolto è stato trasmesso senza indugio alla Procura della Repubblica di Frosinone, permettendo così al G.I.P. di disporre la misura restrittiva, che si è tradotta nell’arresto e nella conseguente custodia in carcere per il 44enne. Si ricorda che l’indagato deve considerarsi innocente fino a sentenza definitiva di condanna.
L’operazione conferma l’impegno costante della Compagnia Carabinieri di Anagni, in stretto raccordo con l’Autorità Giudiziaria, nel contrasto ai reati riconducibili alla violenza domestica e di genere. Un lavoro che l’Arma porta avanti quotidianamente su tutto il territorio, spesso lontano dai riflettori, ma determinante per intercettare situazioni di pericolo prima che degenerino in tragedie.
Dalle caserme dell’Arma arriva ancora una volta un appello rivolto a chiunque si trovi a vivere situazioni simili: denunciare non è mai un gesto isolato, ma il primo passo per spezzare una catena di sopraffazione. La tempestività della segnalazione, unita alla professionalità degli inquirenti, si conferma lo strumento più efficace per tutelare le vittime e restituire loro sicurezza.




