Paura questa sera a Napoli e in tutta la sua provincia, dove una forte scossa di terremoto è stata avvertita in maniera netta dalla popolazione. Il sisma si è verificato alle 19.46, con un’intensità che, secondo una prima stima diffusa dall’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), sarebbe di 4.7. L’epicentro, stando a quanto si apprende, si troverebbe non lontano dal Comune di Qualiano.

La scossa è stata percepita distintamente non solo nel capoluogo partenopeo ma anche in numerosi Comuni della provincia, spingendo molti cittadini a interrompere le proprie attività e, in diversi casi, a riversarsi in strada per precauzione. Sui social network sono già decine le testimonianze di chi racconta di aver avvertito un boato seguito da un movimento del terreno piuttosto deciso, tra i più intensi percepiti negli ultimi tempi nell’area.
In alcune zone della città si sono verificati blackout che hanno lasciato interi quartieri senza energia elettrica. Tra le aree maggiormente interessate figura Fuorigrotta, dove numerosi residenti sono scesi in strada.
I disagi si estendono a diversi quartieri, dal Vomero a Chiaia, fino all’intera area occidentale di Napoli, comprendente Fuorigrotta e Soccavo. Oltre all’interruzione della fornitura elettrica, si registrano anche problemi alle reti telefoniche, con assenza di segnale in numerose zone.
L’area interessata e il contesto sismico
Al momento le informazioni ufficiali su epicentro e profondità del sisma sono ancora in fase di consolidamento da parte delle sale operative competenti. Il valore della magnitudo, come da prassi in questi casi, rappresenta una stima preliminare che potrà essere rivista nelle prossime ore sulla base delle analisi strumentali definitive.
L’evento si inserisce nel contesto della sismicità che da tempo interessa l’area vulcanica napoletana, storicamente soggetta al fenomeno del bradisismo: il lento movimento di sollevamento e abbassamento del suolo legato alle variazioni di pressione e temperatura del sistema idrotermale profondo. Negli ultimi mesi la zona ha fatto registrare una sismicità pressoché quotidiana, con scosse di intensità generalmente contenuta ma, in alcune occasioni, avvertite in modo netto dalla popolazione, come accaduto questa sera.
Terremoto ai Campi Flegrei, la scossa più forte da 40 anni: otto feriti e danni a Pozzuoli
Aggiornamento ore 22.30 — Prosegue lo sciame sismico che nel pomeriggio e nella serata di oggi, venerdì 31 luglio 2026, ha colpito l’area dei Campi Flegrei e Napoli. La scossa principale, di magnitudo 4.7 secondo l’INGV, è stata registrata alle 19:46 con epicentro nella zona della Solfatara, a una profondità di circa 3 km: si tratta dell’evento sismico più forte degli ultimi quarant’anni in Campania, dal momento in cui è ripreso il fenomeno del bradisismo, superando il precedente record di magnitudo 4.6 dello scorso anno.
Alle 20:49 è seguita una seconda scossa più lieve, di magnitudo 2.6. In tarda serata si è poi verificato un ulteriore sisma, sempre nell’area flegrea, con nuovi danni segnalati a Pozzuoli.
Il bilancio più aggiornato parla di otto feriti lievi, con codice giallo, le cui condizioni non destano preoccupazione. Tra i danni infrastrutturali più rilevanti si segnala il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, importante per la rete elettrica cittadina. Si sono verificati inoltre blackout diffusi in diversi quartieri di Napoli (da Pizzofalcone a Fuorigrotta) e a Pozzuoli, dove sono caduti anche dei cornicioni, oltre a un’interruzione elettrica in alcune zone dell’isola di Capri, dove è già iniziato il ripristino.
Numerosi cittadini sono scesi in strada per la paura, in particolare a Napoli, Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Monte di Procida, Marano, Giugliano, oltre che sull’isola di Ischia, dove le segnalazioni sono giunte soprattutto da Ischia Porto, Barano e Casamicciola, senza tuttavia danni a edifici o infrastrutture.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha sentito i sindaci di Pozzuoli e Bacoli e ha convocato il Centro di coordinamento soccorsi per fare il punto sulla situazione, sia per l’area flegrea sia per la città di Napoli. Per l’assistenza ai cittadini è stato attivato l’hub del Palatrincone, raggiungibile con navette da alcuni punti di raccolta individuati sul territorio.
Le autorità e l’Osservatorio Vesuviano dell’INGV continuano a monitorare costantemente la situazione, mentre proseguono le verifiche tecniche nell’area della caldera flegrea..




