Piazza intitolata ai Martiri delle Fosse Ardeatine, ad Acuto, gremita nel pomeriggio e fino a tarda sera dello scorso 2 agosto, quando ha preso il via la terza edizione della Pastasciutta Antifascista. Un appuntamento che, edizione dopo edizione, si conferma tra i più partecipati dell’estate locale, capace di intrecciare memoria storica, attualità politica e temi che superano i confini del territorio.
Ad aprire la serata, dalle 18:00, la tavola rotonda dal titolo evocativo: “Cosa significa essere antifascista oggi?”. Un interrogativo affrontato attraverso quattro panel tematici, pensati per leggere il presente attraverso i territori, la pace, l’ambiente e la difesa della dignità umana, come recitava la locandina dell’iniziativa. A presentare la serata Armando Mirabella.
Il primo panel, moderato da Nazzareno Pilozzi dell’Assemblea nazionale del PD, ha acceso i riflettori sul futuro delle aree interne, tra spopolamento e fuga dei giovani dalla provincia. Ne hanno discusso l’ex senatore Massimo Cervellini, oggi esponente di Sinistra Italiana, l’attivista Jasmine Cristallo, componente della direzione nazionale del PD, e Achille Bellucci, presidente di UNCEM Lazio.
Si è poi passati a un tema che negli ultimi anni ha segnato profondamente il dibattito pubblico locale: la Valle del Sacco. Il secondo panel, moderato dalla giornalista ambientale Elisa Rossi, attivista di Fiuggi in Piena, ha affrontato il nodo della riconversione industriale, tra ferite ambientali mai rimarginate e i rischi legati alla cosiddetta industrializzazione bellica dell’area. A intervenire Roberto Rosso, in rappresentanza della Rete Tutela Valle del Sacco e di Disarmiamoli, Emanuele Richetti per Libera Anagni e Michela Battisti, guida ambientale escursionistica ed esperta in benessere forestale.
Il terzo appuntamento ha spostato l’attenzione sul Medio Oriente, con il panel “Palestina: il confine dell’umanità”, moderato dal giornalista e autore Mario Soldaini. Un momento particolarmente sentito dal pubblico, aperto dalla testimonianza dell’avvocato palestinese per i diritti umani Ahmed Khalifa e arricchito dall’intervento di Antonio Bocchinfuso e Leonardo Tosti, curatori della raccolta “Il loro grido è la mia voce: poesie da Gaza”. Sono intervenuti anche il Collettivo Baqun e Pier Giorgio Fardanelli, tra i promotori della Campagna BDS Anagni e del gruppo Rompiamo il Silenzio – Anagni per la Palestina, mentre in piazza non è mancata la presenza di Zaga for Gaza.
Chiusura affidata al quarto panel, dedicato alle migrazioni e intitolato “Terre di approdo, terre di diritti?”, moderato da Lorna De Santis, infermiera specializzata in malattie infettive e volontaria a Lampedusa. Sul palco Maick Mamady, operatore del centro migranti di Fiuggi, il medico infettivologo Mario Limodio, esperto in migrazioni forzate, Armet Maiga per Diaspora Africana Ciociaria ODV e Ivan Di Santo dell’associazione Oltre l’Occidente.

Con l’imbrunire, alle 20:30, la piazza si è trasformata per la tradizionale pastasciutta popolare, offerta a tutti i partecipanti con burro e parmigiano, in omaggio al gesto che nel 1943 diede origine simbolica a questa forma di festa antifascista diffusa in tutta Italia. Ospite d’eccezione Andrea Satta, cantautore, scrittore e pediatra, che si è raccontato in un dialogo con il giornalista Danilo Grossi, anche lui componente della direzione nazionale del PD. Molto atteso e applaudito il videosaluto di Don Paolo Farinella, saggista, giornalista e attivista, la cui voce ha accompagnato idealmente la serata a distanza.

Non sono mancate le note musicali, con un parterre corale che ha visto alternarsi Mamady, Omar, Reddy, Simone Tod, Alessandro Ciavardini, Giampiero Cori, Pierluca Santesarti e lo stesso Danilo Grossi, fino al gran finale con il gruppo musicale Daiana Lou, band originaria di Serrone che ha conquistato il pubblico presente. Tra i momenti più intensi della serata, l’esibizione di Omar, giovane in servizio nella polizia di frontiera nel Nord Italia, che ha voluto cantare “Frontiere” di Mannarino, brano dal forte valore simbolico rispetto ai temi discussi nel pomeriggio.

In piazza, tra il pubblico, si sono riconosciuti i vessilli di numerose realtà del territorio e non solo: dal collettivo BTS di Anagni al Collettivo Baqun, passando per i collettivi universitari e studenteschi giunti da fuori provincia. A rendere possibile l’iniziativa, insieme agli organizzatori di Pastasciutta Antifascista Acuto, anche gli Arrampicatori Ciociari e Fiuggi in Piena, affiancati dal contributo di realtà come Retuvasa – Rete per la tutela della Valle del Sacco, Disarmiamoli e UNCEM Lazio.
Una serata che, ancora una volta, ha dimostrato come la memoria del 25 luglio e la pastasciutta popolare sappiano parlare al presente, intrecciando la storia locale con le grandi questioni internazionali che attraversano l’attualità.




